Dalla crisi alla rabbia contro l’arroganza degli altezzosi tedeschi

Dalla crisi alla rabbia contro l’arroganza degli altezzosi tedeschi
di Vincenzo Pascale (da N.Y. City)

La notizie economiche ormai sono diventate le notizie che ogni giorno da almeno 6 mesi in qua ci investono sui media locali, nazionali e globali. Improvvisamente la nostra economica domestica, familiare, individuale è stata proiettata su un piano europeo e globale. Temiamo per le tredicesime, per i rendimenti dei Bot, per il massiccio taglio dei servizi sociali. Il tutto in funzione di reperire fondi, ottimizzare le spese per ridurre lo spread in parte, ma non solo, determinato dal debito pubblico nazionale. La credibilità di una Nazione è diventato il metro sul quale valutare le misure economiche ed i prestiti o gli acquisti dei buoni del Tesoro, siano essi Bund o Btp. Circola la domanda: prestereste i vostri risparmi ad una persona o a uno Stato già fortemente indebitati? Va da sé che la risposta è: no, non lo farei. E qui, in questa area cognitiva dei singoli che compone il sentire di una Nazione, sorge un sentimento atavico e terribile: la rabbia, il risentimento. È sentimento dei deboli, di coloro che sanno di essere inferiori, dice Nietzsche (guarda caso un tedesco). Certo, in questa congiuntura economica forte è il sentimento di rabbia: attraversa le piazza di intere nazioni, dalla Spagna alla Grecia, forse tra poco anche del nostro Paese. Ma è un sentimento contro chi o contro cosa? È rabbia, quella di Grillo, contro i politici, è rabbia quella degli indignados contro le banche e le multinazionali. È rabbia, per ora mascherata a fastidio verso chi da questa congiuntura economica ne sta traendo vantaggio e mira all’egemonia di una larga parte del subcontinente europeo: la Germania. Nazione ricca, con un saldo rapporto tra economia e politica, che rende i suoi politici aspri, al limite dell’arroganza. L’arroganza, ci dice Aristotele, è sentimento dei ricchi, altezzosi, sicuri del loro potere. Qui, nella patria di Vico, che ci ha insegnato a pensare in termini di crescita, sviluppo e decadenza, sappiamo che lo strapotere economico tedesco non può durare in eterno. Soprattutto quando il sentimento della rabbia e del risentimento sta pericolosamente crescendo.

redazioneIconfronti

Un pensiero su “Dalla crisi alla rabbia contro l’arroganza degli altezzosi tedeschi

  1. L’arroganza tedesca è un dato di fatto ed è la spia dell’innaturale e improbabile integrazione europea, che non è né più né meno di una convenzione monetaria. Bella e interessante, in proposito, l’articolo di Galli della Loggia sul Corriere di ieri che invitava a cogliere le occasioni di una nuova e più autentica integrazione tra Stati riferita alla storia e alla geografia e non alle rituali convenzioni monetarie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *