Dalla “discesa in campo” al declino con il Bunga-Bunga

Fermo immagine del video della discesa in campo

Quasi diciannove anni sulla scena politica, tra vittorie, sconfitte, sdoganamenti, predellini, nascite di nuovi partiti e rottura totale con vecchi alleati. Silvio Berlusconi è sempre stato avvezzo alle mosse spiazzanti. Ecco in sintesi la tappe salienti della sua attività politica.
Discesa in campo. Il 26 gennaio 1994 le tv di Berlusconi mandano in onda un videomessaggio di nove minuti in cui il Cavaliere annuncia che si candiderà alla guida del suo nuovo partito, Forza Italia.
Vittoria elettorale: il 27 marzo 1994 vince le elezioni sconfiggendo la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto con due alleanze distinte: al nord il popolo delle libertà, con la Lega, al Sud il polo del buon governo, con il Msi di Gianfranco Fini.
Il primo governo: 10 maggio 1994 nasce il primo governo guidato da Berlusconi. Tra i ministri Roberto Maroni e Cesare Previti; sottosegretario alla presidenza c’è già il fidato Gianni Letta.
Il ribaltone: Prima del Natale del 1994 la lega nord esce dalla maggioranza. Nasce il governo Dini.
La sconfitta elettorale del 1996 e la bicamerale: le elezioni vengono vinte dall’Ulivo che porta al governo Romano Prodi. Berlusconi resta all’opposizione fino al 2001. Sono gli anni della bicamerale guidata da Massimo D’Alema, alla quale Berlusconi partecipa attivamente.
La rivincita elettorale: Nelle elezioni del 2001 Berlusconi recupera la Lega e si impone sul centrosinistra che candida Francesco Rutelli. L’11 giugno del 2001 Berlusconi forma il suo nuovo governo. Resterà in carica per tutta la legislatura. L’editto di Sofia: il 18 aprile del 2002, durante una visita in Bulgaria, si scaglia contro i giornalisti televisivi Enzo Biagi e Michele Santoro e i comico Daniele Luttazzi.
Sconfitto da Prodi 2006: partito in svantaggio nei sondaggi, Berlusconi sfiora il pareggio con Prodi: l’Ulivo ha una maggioranza risicata al Senato e Berlusconi propone un governo di “grande coalizione”.
Il predellino: il 18 novembre 2007 a Milano, dopo un comizio in piazza San Babila, salendo sul predellino dell’automobile che lo porta via annuncia che la Casa della Libertà è “vecchia” e va superata. «Oggi nasce il nuovo partito del popolo delle libertà».
La vittoria del 2008: il 14 aprile vince le elezioni e torna a palazzo Chigi anche grazie alla promessa che eliminerà l’Ici sulla prima casa.
La nascita del Pdl: 29 marzo 2009 nasce ufficialmente il Popolo delle libertà, nel quale si fondono Forza Italia e An.
Rottura con Veronica: il 28 aprile 2009 la moglie di Berlusconi Veronica Lario si scaglia contro la decisione di Berlusconi di candidare ragazze piacenti alle elezioni europee. Pochi giorni dopo scoppia il caso Noemi Letizia, la giovanissima ragazza campana frequentata da Berlusconi.
L’aggressione: Il 13 dicembre 2009, dopo un comizio in piazza del Duomo a Milano, Silvio Berlusconi venne colpito al volto con una riproduzione in miniatura del duomo, lanciata da distanza ravvicinata da Massimo Tartaglia.
La rottura con Fini 22 aprile 2010: si consuma la rottura con Fini. Berlusconi lo attacca al consiglio nazionale del pdl: «Ti devi dimettere». Lui replica «Che fai mi cacci?».
Ruby: a novembre 2010 scoppia lo scandalo Ruby, la ragazza marocchina fermata dalla polizia e fatta rilasciare da Berlusconi in quanto «nipote di Mubarak».
Passaggio di consegne a Alfano: il 1 giugno 2011 dopo la pesante sconfitta alle amministrative, Berlusconi, ancora presidente del consiglio, affida il partito ad Angelino Alfano, che viene nominato segretario.
L’addio a Palazzo Chigi: la crisi economica fa traballare la maggioranza e il 12 novembre 2011 Berlusconi rassegna le dimissioni nelle mani di Napolitano, che subito dopo chiama Monti a presiedere il governo.
L’annuncio del ritiro: oggi il comunicato in cui annuncia di non volersi ricandidare.

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