Dom. Lug 21st, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Dallo Stato 7,6 mld di euro a Fiat in 40 anni: Marchionne insaziabile

2 min read
Ecco la stima degli aiuti erogati alla Fiat a partire dal 1977

Alla vigilia dell’incontro di Palazzo Chigi la risposta di Sergio Marchione al ministro Corrado Passera sul perchè dei grandi risultati conseguiti in Brasile può essere interpretato come un messaggio all’esecutivo: la Fiat va bene laddove il governo è attento all’industria dell’auto e la sostiene con finanziamenti e agevolazioni fiscali. «Ne parliamo domani», si limita a rispondere Passera. E il dibattito aperto riporta ad un tema, quello degli sgravi-fondi concessi alla Fiat in tanti anni dai governi italiani che sembra una ferita aperta e grondante “lacrime, sangue e qualche sacrificio di troppo”, il sangue degli operai e dei contribuenti italiani. Secondo una stima approssimativa realizzata dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre, gli aiuti erogati dallo Stato italiani alla Fiat dovrebbero attestarsi attorno ai 7,6 miliardi di euro a partire dal 1977. «Una somma importante – segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – che comunque è stata integrata, tra il 1990 e i giorni nostri, da oltre 6,2 miliardi di investimenti realizzati dalla Fiat sui progetti per i quali ha ottenuto i 7,6 miliardi presi in considerazione. Va anche detto che gli aiuti più significativi sono avvenuti negli anni ‘80, quando tutti i Governi dei Paesi occidentali sono intervenuti massicciamente per sostenere le proprie case automobilistiche». C’è da dire che il risultato della serie storica è condizionato dalla presenza di molti “vuoti” statistici, tra gli aiuti elargiti alla Fiat la Cgia non ha tenuto conto degli ammortizzatori sociali impiegati in questo periodo né degli ultimi contratti approvati dal Cipe nel biennio 2010-2011. In assoluto, l’investimento più importante è stato quello che si è reso necessario per la costruzione degli impianti produttivi di Melfi e Pratola Serra (1990-1995) che sono costati alle casse dello Stato quasi 1,28 mld di euro. Per contro, la Fiat ha investito in questo nuovo sito ben 2 miliardi di euro. Di un certo rilievo anche le ristrutturazioni che hanno interessato la Sata di Melfi (1997-2000) e l’Iveco di Foggia (2000-2003). Se nel primo intervento lo Stato ha investito 151 milioni di euro, nel secondo sono stati spesi 121,7 milioni di euro pubblici. La Fiat, comunque, per entrambi i siti ha messo sul tavolo una cifra complessiva di poco inferiore agli 895 milioni di euro. «Da sempre – conclude Bortolussi – la politica italiana ha sempre guardato con grande attenzione e una certa indulgenza alla più grande industria privata italiana. Ora che soldi pubblici non ce ne sono più, ognuno deve correre con le proprie gambe e affrontare la concorrenza internazionale con i propri mezzi. Se, in una fase estremamente delicata come quella che stiamo vivendo, dovessimo perdere un marchio che ha fatto, nel bene e nel male, la storia industriale del Paese sarebbe un grave danno per tutta l’economia italiana».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *