Danni all’Erario: guai per 12 milioni ad ex della Giunta Bassolino

Danni all’Erario: guai per 12 milioni ad ex della Giunta Bassolino

Un danno all’Erario di oltre 12 milioni di euro, derivante dalla mancata irrogazione delle sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del codice dell’ambiente commesse dai gestori dei depuratori delle acque reflue e dei titolari di scarichi privati dislocati in Campania, è stato accertato dai militari del Nucleo polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito di indagini contabili disposte dalla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania. Citati in giudizio l’ex assessore regionale all’Ambiente, Walter Ganapini (foto) e tre dirigenti regionali. Gli accertamenti eseguiti dalle Fiamme Gialle, su delega del sostituto procuratore della Procura regionale della Corte dei Conti per la Campania, Ferruccio Capalbo, sono stati avviati in seguito ad alcune segnalazioni che evidenziavano come, a fronte dei verbali redatti dagli organismi pubblici preposti ai controlli (Arpac, Asl, carabinieri e polizia provinciale), la Regione non avesse provveduto a irrogare le previste sanzioni. I finanzieri hanno individuato 1.023 verbali, elevati tra il 2002 e il 2005, in relazione ai quali sono state quantificate, in via prudenziale, sanzioni pari a 12 milioni di euro che la Regione Campania ha lasciato «colpevolmente prescrivere, in assenza di irrogazione ai trasgressori». La condotta appare – si legge in una nota delle Fiamme Gialle – ancora più grave se si considera che a norma dell’art. 57 del Codice dell’ambiente tali somme avrebbero dovuto essere destinate «all’opera di risanamento e di riduzione dell’inquinamento dei corpi idrici». Le indagini svolte hanno consentito di appurare che, nel marzo 2000, la giunta regionale della Campania aveva istituito un’apposita unità operativa, composta da funzionari appartenenti a diverse aree dell’Ente, cui era stata affidata l’istruttoria di verbali di constatazione delle violazioni con il compito di definire l’entità delle sanzioni amministrative da irrogare ai trasgressori. Nel dicembre 2007 tale organismo è stato soppresso perché definito «un inutile appesantimento burocratico» senza, tuttavia, individuare una diversa struttura all’interno dell’Ente che ne ereditasse le funzioni. In conseguenza di ciò, i 1.023 verbali di accertamento, con le relative sanzioni, sono cadute in prescrizione, facendo venir meno ogni pretesa dell’Erario. Sulla base degli elementi investigativi forniti dalle Fiamme Gialle, la locale Procura contabile ha quindi contestato, mediante atto di “invito a dedurre” un danno erariale pari a oltre 12 milioni di euro, ascritto alla responsabilità amministrativo-contabile dell’ex assessore regionale e di tre alti dirigenti. Nei loro confronti – informa una nota – è stato disposto dall’autorità giudiziaria contabile il sequestro conservativo di crediti, conti correnti, beni mobili e immobili sino a concorrenza del danno erariale contestato. E per questo l’ex assessore all’Ambiente della seconda giunta Bassolino, Walter Ganapini, l’allora dirigente di settore Mario Lupacchini e il suo successore Luigi Raucci, entrambi ora pensionati, e un altro alto funzionario dell’ente, Generoso Schiavone, devono rispondere di danno erariale alla Corte dei Conti che ha sequestrato loro beni per equivalente, in ragione di quote di un quarto dell’ammontare della cifra per ciascuno, e ha fissato una udienza in merito il 29 novembre prossimo davanti al giudice Marzia de Falco. Nel marzo 2000 la giunta regionale aveva istituito una specifica unità operativa, composta da funzionari, cui era stata affidata l’istruttoria dei verbali di constatazione delle violazioni del D.Lgs. n. 152/1999, con il compito di quantificare l’entità delle sanzioni amministrative da irrogare ai trasgressori. L’unità definisce 1.446 pratiche con sanzioni per 11.610.661 euro. Il 27 dicembre 2007 Lupacchini, ricostruisce il pm, invia a Generoso, dirigente settore Cia, una semplice disposizione di servizio con la soppressione della struttura perché «si era dimostrata un inutile appesantimento burocratico», indicando che i compiti fossero affidati a un funzionario regionale coadiuvato da risorse interne. Ma fino al 2009 nessuna concreta misura organizzativa viene disposta, anche se nel 2008 Ganapini è edotto della situazione, e le istruttorie si tenta persino di trasferirle ai settori provinciali senza menzionare la soppressione dell’unità. Solo nel 2009 un dirigente pro-tempore del settore Cia, Pasquale Fontana, mette mano alla riorganizzazione e istituisce una specifica banca dati che viene completata nell’aprile 2010 con la costituzione di un gruppo di lavoro. Però per quei poco più di mille verbali di accertamento, con le relative sanzioni, scatta il limite del quinquennio e quindi la prescrizione dell’esigibilità delle somme dovute.

m.amelia

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