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Darò il mio voto a Potere al popolo

Darò il mio voto a Potere al popolo
di Gennaro Avallone

Faccio il ricercatore di sociologia all’università, mi occupo di migrazioni, conflitti ambientali, trasformazioni urbane, razzismo. In precedenza ho lavorato nel mondo delle cooperative sociali, ma anche nelle pulizie e facendo ripetizioni, in un lungo periodo di precarietà lavorativa. Ho collaborato con mia moglie per evitare di indebitarci a causa dei mancati pagamenti da parte di una serie di Comuni della provincia di Salerno alla comunità alloggio per adolescenti di cui era responsabile.
Di fronte alle difficoltà non abbiamo mai dato la colpa a chi non c’entrava. Non abbiamo mai detto che la precarietà del nostro lavoro o i mancati pagamenti dipendessero dagli immigrati, dai rom o da altre persone normalmente costruite come capri espiatori. Abbiamo sempre cercato di capire dove fossero le reali responsabilità, ritrovandole, ad esempio, nella cattiva gestione di tanti enti locali, nelle politiche di austerità, nelle clientele alimentate da tanti politici, nella riduzione dei finanziamenti alla ricerca e all’università per favorire la formazione di studentesse e studenti più deboli, nella riduzione della spesa sociale che ha reso miserabile, in tante parti d’Italia, lo stato dei servizi di cura e assistenza.
Abbiamo così imparato che non serve a niente prendersela con chi si trova in una condizione di maggiore debolezza della propria, mentre è necessario individuare i veri responsabili dei problemi che dobbiamo affrontare, sapendo che i nostri problemi non li può risolvere nessuno senza la nostra partecipazione diretta.
È soprattutto per questo, che voterò Potere al popolo. Perché è fatto da tante persone come me (alcune delle quali conosco personalmente), che da anni si sbattono come attivisti, militanti, sindacalisti, uomini, donne impegnate a rendere migliori i luoghi di vita, lavoro, cura, sanità, educazione. Sapendo che nessuna di queste persone promette niente. Sapendo che, come è ovvio, il 5 Marzo, il giorno dopo le elezioni, la nostra giornata sarà la stessa di quelle precedenti, non ci saranno miracoli, che ci sveglieremo e andremo a lavorare, cercare lavoro, accompagnare figli e nipoti a scuola, curare le persone allettate e anziane, dar da mangiare ai cani e gatti che vivono con noi, darci da fare per farci pagare per i lavori realizzati dalla nostra piccola ditta, difenderci dai trafficanti in Libia o nel deserto, prenotare una visita all’Asl.
Lo so che in tanti non potranno votare Potere al popolo perché tormentati sul posto di lavoro per dare il voto al candidato indicato dal padrone, per paura di essere licenziati o non riassunti, oppure nella speranza che il proprio figlio o figlia o nipote verrà sistemato dal potente locale. Lo so che spesso il voto è condizionato e che libertà e democrazia sono parole senza senso in queste situazioni.
Ed anche per loro, anche per chi vive sotto il ricatto o dentro rapporti di dominio clientelare, voterò Potere al popolo, perché i suoi candidati e le sue candidate odiano i soprusi, non fanno promesse vane e sono impegnate a costruire una forza collettiva, la forza di chi sta pagando la crisi, la forza di chi vive nel ricatto, nel timore o nell’ingiustizia. Perché, in verità, c’è una parte grande di società – chi vive del proprio lavoro, nella precarietà, nella disoccupazione, nei lavori non pagati dai privati o dagli enti pubblici o nelle promesse di un lavoro che non arriva – che deve tornare ad essere forte e temuta.
È per questi motivi che voterò Potere al popolo, per partecipare alla presa di parola di chi sta pagando la crisi, per contribuire a dare forza nuovamente al mondo del lavoro e alle classi popolari. Per continuare a costruire un mondo dove nessuno debba abbassare la testa di fronte ad un capo e tutte le persone siano portatrici, per davvero, della stessa dignità.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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