Diffamazione, per ora ritirato l’emendamento anti-Gabanelli

Niente più carcere per chi si rende colpevole del reato di diffamazione. Ritirato l’emendamento anti-Gabanelli. Nuova normativa valida per giornali e testate telematiche, non per siti web e blog.
Sono queste le principali novità approvate in Commissione Giustizia al Senato questa mattina. Il testo del ddl diffamazione passerà nella mattinata di domani in Aula al Senato.
Ecco le principali novità.
Niente più carcere per chi si rende colpevole del reato di diffamazione a mezzo stampa e multe che vanno da 5 a 100 mila euro, commisurate alla diffusione della testata e alla gravità della diffamazione. Scompare la riparazione pecuniaria che lascia il posto al risarcimento civile, mentre si conferma l’interdizione dalla professione da 1 a 6 mesi come pena accessoria, che sale a 3 anni in caso di recidiva. Dalla normativa restano al momento esclusi i siti web e i blog, mentre sono interessati dalle novità le testate giornalistiche diffuse per via telematica.
Il ddl prevede anche l’aggravante della diffamazione organizzata, che vede il concorso doloso nell’attribuzione di un fatto – successivamente ritenuto diffamatorio – di più persone.
La normativa vale non solo per chi è giornalista ma anche per chiunque commetta il reato della diffamazione a mezzo stampa.
Giacomo Caliendo (Pdl), estensore dell’emendamento definito anti-Gabanelli, che prevedeva la nullità delle clausole contrattuali di responsabilità civile dell’editore per i reati di diffamazione, ha ritirato la proposta di modifica, riservandosi di proporla direttamente in Aula (“Sto valutando” – ha risposto Caliendo a chi gli ha chiesto se avesse intenzione di riproporre l’emendamento in Aula domani). L’emendamento Caliendo, messo ai voti, oggi sarebbe stato comunque bocciato in Commissione.

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