De Luca, basta foga edificatoria

De Luca, basta foga edificatoria
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

A tutti coloro che credono (e sono tanti) che ci sia da parte nostra un pregiudizio negativo su tutta l’attività amministrativa del primo cittadino di Salerno, vorrei dire che non è assolutamente così, anzi. De Luca ci piace molto quando, per esempio, qualche giorno fa inaugurando una nuova sezione “lattanti” in un asilo comunale, ha dichiarato che un suo specifico impegno sarà quello di dotare la nostra città di tanti altri asili – nido da diventare, in due anni, un esempio per l’Italia intera, riuscendo a mettersi alla pari con le realtà tosco-emiliane che, come si sa, sono, in questo settore, all’avanguardia. E ancora, ci piace molto quando riqualifica i quartieri della periferia orientale dotandoli di parchi ben tenuti e recintati che rappresentano sicuramente un valore aggiunto sugli indicatori della cosiddetta qualità della vita. Il problema vero, però, è che non riusciamo proprio a seguirlo quando, invece di dedicarsi alla riqualificazione del tessuto urbano, si intestardisce a rappresentarsi una realtà che non esiste, continuando a immaginarsi una città che amplia sempre più le sue aree edificatorie come se dovesse far fronte ad un numero di abitanti in continua crescita. In realtà, le cose sono un po’ diverse. Salerno continua a perdere residenti. I giovani non trovano lavoro e sono costretti ad andar via, i negozi chiudono e le banche non aiutano coloro che coraggiosamente vorrebbero cominciare una qualche attività produttiva. Ecco perché, in tale contesto, non si capisce proprio questa sua foga edificatoria. Oltre a ciò, come non considerare l’ambizioso progetto di una Salerno completamente ridisegnata dai più famosi studi d’architettura mondiali. Bella idea; ma a ben guardare tali star dell’architettura mondiale non è che si siano impegnati poi così tanto. Non hanno fatto altro che realizzare a Salerno cose non originalissime ma che avevano già ampiamente sperimentato in altre aree urbane e metropolitane in giro per il mondo. E comunque sia, tale città del futuro, è purtroppo ancora incompleta con moltissime opere non ancora ultimate e che, se non arrivano nuove risorse, resteranno per chissà quanto tempo delle “belle incompiute”. Non capiamo cioè, la foga di voler assolutamente lasciare una traccia per i secoli avvenire. O meglio, lo capiamo ma … Un buon amministratore, a nostro parere, ha più a cuore, oltre che una efficace manutenzione dell’esistente,  una visione e una prospettiva compatibile con le reali possibilità di sviluppo della realtà che prova a guidare. E, soprattutto, lo fa ascoltando tutti e non soltanto fidandosi delle sue capacità strategiche o, di quelle di pochissimi altri. Si dirà che questa è una visione di piccolo cabotaggio e non “straordinariaaa”, ma, forse i tempi non permettono altro. A tale riguardo, anche le luci d’artista e la stagione lirica, sopradimensionate per le prosciugate casse comunali, mi sembrano francamente troppo.

redazioneIconfronti

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