De Luca bifronte nell’afa insopportabile

De Luca bifronte nell’afa insopportabile
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

L’afa di questi giorni sta rendendo la vita impossibile a coloro che, per forza maggiore, sono rimasti in città. Il caldo torrido paralizza i pensieri e si fa una gran fatica a stare dietro alle cose del mondo. Intanto, gli unici a non soffrire sembrano essere proprio i politici. Sempre presenti, pimpanti, svegli e lucidi, a impartirci, dai vari salotti televisivi, ricette improbabili per riprese possibili. Incredibile, incredibili. La crisi greca insieme al crollo delle borse orientali, sono gli argomenti che hanno tenuto banco. Anche la riforma della scuola, tanto osteggiata da insegnanti, genitori e studenti, e la tragedia immane dei migranti, hanno dovuto, in questi ultimi giorni, cedere la scena. La prima, è passata proprio in queste ore senza fare tanto rumore, se ne riparlerà sicuramente a settembre; per l’accoglienza più umana e civile dei migranti nulla di veramente importante si sta facendo. In questo clima così incandescente, solo, il neo governatore De Luca, è riuscito, nonostante tutto, a ritagliarsi un po’ di spazio. Graziato dalla “sospensione della sospensione” ha potuto finalmente varare la sua giunta. Molte donne, pochi politici e, soprattutto, alcune tra le deleghe più pesanti tenute per sé. Pratica di chi è, o poco abituato a fare squadra o di chi si sente “unto dal signore”. Speriamo bene. Secondo Renzi, quello di De Luca sarebbe stato un vero e proprio “capolavoro”. Detto da lui, avrei qualche dubbio. Come qualche dubbio è venuto pure ai tanti intellettuali napoletani che si sono sentiti messi un po’ da parte. Troppo “salernitano-centrico” sarebbe il governo della regione, secondo alcuni. Essi lamentano che sarebbe rischioso pensare di poter governare la Campania come se fosse la “piccola Salerno”. De Luca, invece, sembra essere convinto del contrario. Afferma che il suo sistema sia l’unico possibile per rimettere in sesto la nave scassata da anni di mal governo. A tal proposito, ecco dare seguito al suo collaudato tatticismo bifronte: pugno duro, da una parte, e dall’altra un rischioso accarezzamento ad un consociativismo mai andato in pensione. Infatti, mentre mostra i muscoli dichiarando che la ricreazione è finita e con essa, la palude dell’irresponsabilità e della inefficienza burocratica che avrebbe in questi ultimi  anni precipitato la Campania negli ultimi posti in Italia per reddito e ricerca; dall’altra, cerca di mostrare il suo lato umano tendendo la mano alle opposizioni di centro-destra per una proficua collaborazione sui tanti dossier scottanti; salvo tenere a debita distanza i “cinquestelle”, ai quali non è andato nessun posto nell’ufficio di presidenza del consiglio regionale. Reggerà questa cinica tattica? Ritengo di sì. Purtroppo, essere forte coi deboli e debole coi forti è l’unica arma vincente in un paese sempre più pavido e servile.

 

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *