De Luca e i ravvedimenti degli intellettuali

De Luca e i ravvedimenti degli intellettuali
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

Il professore Giuseppe Cacciatore, studioso insigne di Storia delle Filosofia e Dottrine Politiche alla Università Federico II di Napoli e Accademico dei Lincei, è stato ed è per molti di noi un punto di riferimento e maestro. La sua dedizione alla cultura politica democratica dei nostri territori ha determinato questo suo primato nelle nostre coscienze. Studioso attento, puntuale, ha saputo coniugare nel modo più efficace la ricerca storico filosofica con la prassi politico-istituzionale. La dialettica e il severo metodo storicista ne hanno fatto il campione della resistenza ai populismi e alle fughe anti democratiche degli ultimi vent’anni della vita politica nazionale. Quest’ultimi, vissuti all’ombra del berlusconismo e dei suoi epigoni, che tanto negativamente ha condizionato lo stato di salute del nostro paese, sono stati pessimi sotto tutti i punti di vista: dalla cultura, alla società e alla economia. Le sue sostanziali critiche ad un populismo becero, prodromo ad un malcostume imperante tra la nostra classe politica presto caduta nel baratro di pratiche scorrette ed illecite, sono state per noi, in tutti questi anni, motivo di resistenza attiva e volontà d’impegno per fare in modo che le cose piano piano cambiassero. Anche sul piano locale le sue critiche al sistema De Luca, mai pregiudiziali, sui suoi metodi troppo decisionisti e spesso deficitari sul fronte del dialogo con associazioni di cittadinanza attiva, hanno determinato in noi una cultura politica scevra “dall’uomo solo al comando”, chiuso nella sua torre di ferro e supportato da pretoriani fedelissimi e incapaci di muovere una qualunque critica al manovratore. Detto questo, ecco che le sue ultime affermazioni lette qualche giorno fa sul Corriere del Mezzogiorno, hanno suscitato in alcuni di noi una grande perplessità. Mi spiego; già da un paio d’anni il suo silenzio sulla politica cittadina non era completamente passata inosservata. Si era pensato alla stanchezza che anche negli spiriti migliori sopraggiunge quando i cambiamenti sono troppo lenti o stentano a verificarsi. Ora, queste sue ultime dichiarazioni che nella sostanza dicono che ci siamo sbagliati noi, che De Luca ha avuto ragione su tutti i fronti e che, tutto sommato, il suo modo di intendere  la politica e la gestione della città è da intendersi come il modello meno peggio, mi suonano veramente poco chiare. Sarà stato lo spazio esiguo e la brevità stessa di una battuta o dichiarazione veloce, ma prego il professore Cacciatore, al quale continuo a rivolgere tutta la mia stima e il mio affetto personale, d’essere più chiaro e spiegarci perché in tutti questi anni abbiamo scambiato “lucciole per lanterne”. Ci spieghi dettagliatamente perché non vorremmo fare la figura degli sprovveduti. Affinché, essendo stati in questi anni critici del sistema De Luca sempre in modo non pregiudiziale, potessimo anche noi capire che vivere a Salerno è stato a nostra insaputa stare nel “migliore dei mondi possibili”.

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *