Ven. Lug 19th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

De Luca e il bluff di una Scena che ha prosciugato le casse

3 min read
Il teatro si riappropri della sua funzione civile nonostante il potere spinga ad andare via

Foto: meglioperiodico.it

di Pasquale De Cristofaro

DeLucaIl Teatro a differenza dello Spettacolo non deve essere necessariamente grande ma, al tempo stesso, è fragilissimo; non “distrae” bensì “attrae”, può essere per pochi spettatori e non ha prezzo. E ancora, lo Spettacolo, richiede grandi organizzazioni, deve essere per molti spettatori, può fare a meno degli attori, ha un costo spesso elevato, e deve essere garantito. Riporto quelle che Claudio Morganti, attore-creatore tra i maggiori in Italia, classifica come le più vistose differenze che caratterizzano il Teatro dallo Spettacolo, appunto. Morganti, in questa sua ironica ma mirabile tabella, affonda il dito nella piaga e costringe tutti noi a fare una riflessione non più differibile. Dico questo, perché mi pare sia giunto il tempo di dire qualcosa di più “radicale” sulla situazione teatrale nella nostra città.
Il sindaco De Luca (foto) da anni ha consegnato la programmazione teatrale della nostra città ai napoletani. Essi gestiscono sia la tradizione che, ultimamente, anche l’innovazione. Lo ha fatto, probabilmente, perché quest’ultimi davano maggiori garanzie e, forse, perché non ha mai avuto fiducia nelle forze locali. Per certi versi, bene ha fatto. I locali sono stati per anni ostaggio dei gruppi filodrammatici che hanno alimentato pressapochismo e presunzione, privando gli stessi componenti di questi gruppi della necessità di vivere con intelligenza e passione la “modernità”. Il teatro di gruppo che, contestando il professionismo, propugnava una professionalità più alta, qui non ha avuto corso se non per una brevissima stagione. I politici locali hanno, a loro volta, assecondato piccole rendite di posizione rendendo tutti meno capaci di quella consapevolezza che avrebbe reso evidente i propri limiti e quelli di un intero “ambiente”, ormai, completamente asfittico e poco motivato. A peggiorare le cose si è messa l’aspettativa piccolo- borghese di dotarsi di una stagione lirica. Oren, Amato e chi più ne ha ne metta, hanno fatto della piccola Salerno una piccola Salisburgo. Naturalmente, sto scherzando. Salerno, in questo campo è piccola e rimane piccola, nonostante gli sforzi. Sta di fatto, però, che questi sforzi hanno completamente prosciugato le casse comunali e non c’è il becco di un quattrino per altre cose. Tre serate per ogni titolo, millecinquecento spettatori poco più, che prosciugano il bilancio alla voce cultura. Il sindaco che di suo diffida di tutti, in questo campo ha dato fiducia e campo libero a pochi personaggi che con caparbia determinazione si sono messi veramente a pensarle tutte per rendere questa città frustrante. Tutti quei giovani che in questi anni avevano alimentato qualche sogno in questo settore sono stati mal ripagati. Molti sono dovuti scappare per cercare di lavorare in teatro, altri hanno ceduto, qualcuno ha resistito in una precarizzazione che grida vendetta. Tutto questo, però, non ha alcun valore per i nostri ultradecennali governanti. I garantiti e i figli di papà hanno trovato all’ombra del nostro municipio braccia bene aperte. I figli di Salerno hanno, invece, trovato una città matrigna. Che fare, allora? Andar via? Tutto il mondo è paese, purtroppo. Penso che la cosa migliore sia restare, prendere coscienza di questo andazzo e, finalmente, riappropriarsi di spazi e risorse. Un invito, il mio, a non arrendersi. Il Teatro e non lo Spettacolo può essere anche un Teatro “senza terra” o “con la terra nel sacco”, come dice Nando Taviani. Teatri, “come sintomo d’un rovesciamento della normale dinamica fra la domanda e l’offerta nel cosiddetto mercato o fiera degli spettacolo” . Teatri spontanei che, al momento opportuno, sappiano fare ai potenti di turno una sonora e spettacolare “pernacchia”.

1 thought on “De Luca e il bluff di una Scena che ha prosciugato le casse

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *