Gio. Giu 20th, 2019

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Inserto di SalernoSera

“De Luca? È solo un politico locale”

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Il costituzionalista Pietro Ciarlo parla del disastro del centrosinistra in Campania
di Gianmaria Roberti
IL costituzionalista Pietro Ciarlo
IL costituzionalista Pietro Ciarlo

La plateale protesta di Guglielmo Vaccaro, che ha occupato la sede del Pd Salerno, svela le crepe del centrosinistra in Campania. Un partito balcanizzato, in una stagione dove il mancato ricambio di leadership genera uno scenario conflittuale, dominato dalle lotte di potere. “La crisi è profonda, da tempo” osserva il costituzionalista Pietro Ciarlo, uno tra i saggi del comitato per la revisione della Costituzione, ex consigliere regionale Pd.

Professore, le primarie sono uno dei principali capitoli di questa guerra in atto nel partito

Le primarie ci sono, esistono, al di là di ogni valutazione personale. Non ne sono entusiasta, ma il metodo ormai non è reversibile.

Perché non la entusiasmano?

Non sono d’accordo nell’aver esteso il metodo dell’elezione diretta anche alle cariche di partito. Le reputo utili per le cariche monocratiche istituzionali, ma in un partito radicalizzano i conflitti, e non recuperano invece i necessari spazi di mediazione.

Sarebbe d’accordo nel regolamentare per legge le primarie, almeno per la selezione delle candidature alle cariche pubbliche?

Questa ipotesi fu accolta anni fa in Toscana, con una legge regionale, ma non ha funzionato. Essa crea un irrigidimento dannoso per la politica. Non si può impedire alla gente di candidarsi autonomamente allecariche elettive. Questa concatenazione di consultazioni è da moderare. E poi ribadisco: bisogna lasciare spazi alla politica per la selezione interna, servono stanze di compensazione. Le primarie non sono uno strumento buono per ogni cosa.

Le primarie non hanno aiutato il centrosinistra in Campania?

Il centrosinistra in Campania è in crisi da lungo tempo. La risultante di questo condizione è la mancanza di ministri campani nel governo appena insediato. E se non è rappresentata la Campania, non è rappresentato neanche il Mezzogiorno.

Che responsabilità attribuisce al centrosinistra nel deficit di rappresentanza del Mezzogiorno?

Le difficoltà del centrosinistra hanno decapitato la politica meridionale. Da questa regione dovrebbero provenire le figure di spicco in grado di esprimere al meglio le istanze di quest’area del Paese, storicamente è stato così.

Perché è accade questo?

Accadrà questo finché la sinistra qui non ricostruirà un rapporto basato sulla qualità personale. In questo le primarie non agevolano certo, perché concorre solo chi ha una macchina elettorale alle spalle. Prima, invece, i partiti, filtravano all’esterno anche personalità prive di seguito, ma dotate di spessore.

Nel Pd campano c’è quindi un deficit di leadership?

Trovo che siano tutti schiacciati su un orizzonte ultralocale. L’unico politico del Pd a ragionare su un orizzonte più ampio, quello del Mezzogiorno, mi pare Pittella.

Anche De Luca non riesce a sottrarsi a questo ripiegamento localista?

De Luca è una delle grandi incognite del Pd. Ha amministrato bene nella sua città, gode di un consenso straordinario, ma non esce da questa dimensione salernitana.

Eppure ha provato a sfondare questo steccato, candidandosi alla Regione.

Quando lo ha fatto, ha forse pagato il momento difficile del centrosinistra.

Ora sembra sul punto di riprovarci

Il tempo scorre, e quello della Regione non è un treno che passa a cadenza fissa. E inoltre, ricordo che si dimise subito dopo le ultime elezioni dalla carica di capo dell’opposizione.

De Luca ha anche tentato il salto nazionale, in un’esperienza controversa nel governo Letta

Al governo è stato a mezzo servizio. Lui potrebbe essere un riferimento per la politica meridionale, ma deve darsi da fare. Vedremo se riuscirà a mettere insieme il consenso necessario. In ogni caso, il centrosinistra non riesce più a dare rappresentanza al Mezzogiorno anche perché sconta l’incidente avvenuto a Napoli, con l’amministrazione de Magistris.

De Magistris lo considera organico al centrosinistra?

Potenzialmente poteva essere così. Invece ha isolato la città, ormai non ha più un partito di riferimento nazionale, lo vedo politicamente alla deriva. E senza Napoli, la politica meridionale difficilmente può proporsi con forza a Roma.

 

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