De Luca, giudizio politico inappellabile

De Luca, giudizio politico inappellabile

De-luca-scherzaL’ordinanza del Tribunale di Salerno, che ha dichiarato l’incompatibilità di Vincenzo De Luca e la conseguente decadenza dall’attuale carica di sindaco, introduce nuovi  elemento di giudizio e di valutazione ad una vicenda che finisce ora con l’apparire quanto meno paradossale.  

Infatti, fino anche a prima della proposizione del ricorso in sede giudiziaria, la stessa aveva rivestito un carattere essenzialmente politico, oltre ad un profilo di legittimità legato alle ripetute richieste da parte del sindaco di concessione di deleghe, ripetutamente negate dai rappresentanti titolari del governo, per l’esercizio del preteso ruolo di vice-ministro nell’ambito del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Ristretta in questi ambiti, politico e di legittimità, la vicenda poteva e doveva essere risolta; ed in particolare attraverso quei principi che dovrebbero essere il caposaldo di ogni azione, sia politica che amministrativa, ovvero i principi di opportunità, convenienza e buon andamento della pubblica amministrazione.   

Ed invece, sul piano politico abbiamo assistito a continui e ripetuti attacchi del sindaco nei confronti dell’azione del governo in carica e dei suoi rappresentanti. E quindi un comportamento che si può definire, sempre sul piano politico, almeno a tratti di certo incoerente; avendo il primo cittadino sempre la possibilità di dimettersi dalla carica di governo assegnata e quindi accettata.

Sul piano della legittimità dell’incarico conferito, la diatriba ha riguardato invece la natura dello stesso incarico: vice-ministro o sottosegretario? Nonostante qualche apparente iniziale perplessità di tipo lessicale, il decreto presidenziale di nomina del 3 maggio 2013 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 maggio 2013, n. 111) viceversa si esprimeva e si esprime in tutta chiarezza, riferendo della nomina del diretto interessato a “Sottosegretario di Stato alle infrastrutture e ai trasporti”. Laddove, in virtù del pregresso incarico di primo cittadino, ai sensi dell’art. 13 della legge n. 148/2011 derivava l’incompatibilità circa l’esercizio del doppio incarico.

Tale questione di legittimità andava quindi anch’essa risolta. In ordine: a) concedendo all’interessato la possibilità di lasciare l’uno o l’altro incarico b) in mancanza di tale decisione, avviare l’iter di decadenza da sindaco in consiglio comunale. Iter, come ben sappiamo, più volte rinviato. Nonostante, anche la delibera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che il 30 novembre scorso aveva già dichiarato Vincenzo De Luca decaduto dalla carica di sindaco. Pur con la possibilità di fare ricorso ad un organo di giustizia amministrativa, rispetto ad una  decisione emanata da un Organismo (AGCOM) il cui Presidente e i cui componenti sono comunque nominati dai Presidenti di Camera e Senato. Sì che la vicenda continuava a permanere in un ambito essenzialmente politico.

Dopo l’ordinanza del Tribunale, resa pubblica ieri, la vicenda del doppio incarico travalica quindi i confini della politica e della legittimità per essere definitivamente risolta sul piano giudiziario. In attesa di tale esito, che sul piano processuale appare comunque difficile ribaltare, rimane tuttavia il senso ed il significato profondo di una sconfitta. Politica. Ineliminabile.

(I Confronti per Cronache del Salernitano)

redazioneIconfronti

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