De Luca, il sequestro e lo sputo

De Luca, il sequestro e lo sputo
di Rino Mele

Ieri venerdì pomeriggio, intorno alle 6.30, tornando da Paestum, su una delle reti RAI ho ascoltato la registrazione di un concitato dialogo del Presidente della Regione De Luca con un gruppo di lavoratori “socialmente utili” (Lus) del Comune di Napoli ai quali De Luca – l’incontro è avvenuto a Secondigliano martedì 15- rimproverava di rivolgersi a lui per le loro istanze di stabilizzazione e non al loro “datore di lavoro”, il sindaco, che è ” un mentitore”.

Rino Mele
Rino Mele

Il tono di De Luca era aspro, alterato, la voce bassa e tesa in uno sforzo di continua teatralità: “Sequestratelo e sputatelo in faccia” (i giornali, oggi, riportavano il più corretto “sputategli”. “Repubblica” ad esempio titola: “De Luca shock, insulti al sindaco: “Sequestratelo e sputategli in faccia”). Poi, la conduttrice radiofonica ha intervistato (credo telefonicamente) un noto avvocato che, attribuendo le espressioni dette a una forma paradossale di aggressione verbale, rilevava la gravità delle affermazioni del Presidente della Regione e rispondeva che non potesse configurarsi l’ipotesi d’istigazione a commettere un reato, ma di diffamazione (“un mentitore”), assolvendo quindi De Luca da un’accusa molto più grave. In qualche modo, avrebbe gridato le sue iperboli. Sulla prima pagina del “Corriere della Sera” di oggi (sabato) Massimo Gramellini, citando questa concione tribunizia di sconcertante volgarità, conclude così un suo discorso sullo stato della nostra politica: “Nel mezzo della riflessione irrompe la sputacchiera di De Luca. Allora non avevamo esagerato. È il Pd che esagera nello sfidare la pazienza dei suoi ultimi elettori, ostinandosi a non espellere dal partito i funamboli della politica spazzatura”. Ecco, il problema non è De Luca che sa esprimersi solo così cupamente, ma il Pd che si “ostina” (uso il verbo di Gramellini) a farsi distruggere nella nostra Regione – e a Salerno in particolar modo – da De Luca. Perché De Luca mostrerebbe quest’aggressività irrefrenabile? Lo stesso de Magistris (che nella registrazione non è citato mai per nome) ne dà una non peregrina interpretazione: il Presidente della Regione sentirebbe sfuggirgli la coesione del consenso (dal 4 marzo in maniera particolarmente forte) ed è preso da “un’ansia da campagna elettorale”. In qualche modo, secondo il sindaco di Napoli, comincia ad aver paura.

 

redazioneIconfronti

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