De Luca testimonial di Bersani e “sponsor” del patto Pd-Udc

De Luca testimonial di Bersani e “sponsor” del patto Pd-Udc
di Gigi Casciello

Il personaggio non è di quelli che si adatta ad una vita da mediano. Ma la posta in gioco è di quelle irrinunciabili, a metà tra l’ultima spiaggia e l’occasione della vita. Così al sindaco di Salerno Enzo De Luca (nella foto con Bersani), scelto dal segretario del Pd Pierluigi Bersani come testimonial della campagne delle primarie, per una volta andrà bene un ruolo non da primo attore perché l’opportunità oltre che irrinunciabile è irripetibile: Bersani le primarie può vincerle e nel caso le elezioni dovessero andare allo stesso modo, per il sindaco di Salerno si potrebbero aprire le porte del Governo con un posto di ministro. Certo, la corsa è ad ostacoli e con Grillo, che in Sicilia ha raccolto più di quanto pensasse e sperasse, non è affatto da escludere una situazione di ingovernabilità anche dopo il voto del 2013. In quel caso non resterebbe che affidarsi di nuovo a Monti e con quelle di Bersani, naufragherebbero anche le ambizioni di De Luca. Come dire che se del futuro non c’è certezza ancor meno ne ce ne è per la politica italiana. Al, momento, come ha anticipato oggi dal Corriere del Mezzogiorno, Bersani ha convocato De Luca per “tre eventi pubblici, uno al Nord, uno al centro, uno al Sud. Si parte da Milano il prossimo 9 novembre. Nel pomeriggio il sindaco di Salerno accompagnerà Bersani in un bene confiscato alla mafia. Poi si terrà un seminario con imprenditori ed economisti ma, per marcare la differenza con la cena della finanza organizzata da Renzi, in serata si terrà un cenone popolare in un grande capannone stile festa dell’Unità. Il 15 novembre, invece, la tappa napoletana del segretario candidato”. E l’ultimo, probabilmente, è l’appuntamento a cui Enzo De Luca tiene di più. Non solo per marcare una leadership regionale nel Pd ma anche per segnare la distanza con il collega napoletano Luigi De Magistris.
De Luca ha già chiarito come la pensi su alleanze e coalizioni. Quelli di Sel non li ha mai amati ed ancor meno i grillini ai quali a Salerno, ben presenti nel gruppo dei “Figli delle chiancarelle”, ha augurato “la fine di San Bartolomeo” per la campagna anti-Crescent e piazza della Libertà. E dopo le elezioni siciliane non ha più dubbi: solo un accordo Pd-Udc potrà garantire una maggioranza di Governo al Paese.
Si era capito da qualche settimana che De Luca avesse cambiato opinione sul partito di Casini: da quando aveva ospitato Ciriaco De Mita a Palazzo di Città per la presentazione dell’ultimo libro dell’ex padre-padrone della Dc di un tempo e dell’Udc di oggi, almeno in Campania.
La vita cambia, la politica pure ed anche più in fretta. Poco più di un anno fa l’Udc rappresentava per De Luca l’incarnazione dello storico trasformismo meridionale. Ma erano i giorni della corsa per la presidenza della Regione, della sconfitta contro Caldoro e di una vicenda politica e personale, la sua, che sembrava avviata alla fine.
La rielezione con consenso bulgaro a sindaco di Salerno, la crisi del centrodestra ed il patto con Bersani hanno rimesso tutto in gioco. E se a Salerno sul web corre la voce che il “re è nudo”, De Luca risponde con il ghigno di sempre: sono nemici di Salerno. Che vuol dire, per automatica ed eccessiva “identificazione”, che sono nemici suoi.

redazioneIconfronti

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