De Magistris cambia idea e consegna a Romeo il “tesoro” di Napoli

De Magistris cambia idea e consegna a Romeo il “tesoro” di Napoli
Foto: napolionline.org

De Magistris chiude una transazione di 50 milioni di euro con l’immobiliarista Alfredo Romeo, a cui il Comune di Napoli – stando a quanto riportato questa mattina in un articolo de Il Giornale – avrebbe affidato pure la vendita di circa 3mila alloggi popolari.
La notizia non sarebbe molto strana, se non fosse per i protagonisti della vicenda e per il loro passato. Come evidenzia il Giornale in un articolo a firma di Simone Di Meo e Gian Marco Chiocci, De Magistris e Romeo chiudono un importante accordo dopo che nel 2009 lo stesso De Magistris, allora giudice del Riesame, aveva definito l’immobiliarista come colui che «nell’ambito del sodalizio da lui costituito, svolge la sua attività, dà direttive agli altri sodali, collude con pubblici amministratori, al fine di turbare le gare e corrompere pubblici ufficiali».
«Giggetto si è scoperto più democristiano dei democristiani» – hanno chiosato sulla vicenda gli autori dell’articolo che hanno poi ricordato come il sindaco di Napoli si sia apprestato a parlare dell’accordo come «operazione straordinaria», dimenticando di aggiungere che la Procura della Corte dei Conti campana ha accertato un danno all’erario pari a 87 milioni di euro per una gestione inefficiente del patrimonio immobiliare dal 1998 al 2007; gestione che era proprio a carico di Romeo.
L’imprenditore nel 2009 fu coinvolto nella maxi inchiesta Global Service su un presunto giro d’affari per influenzare le scelte del comune di Napoli. Nell’occasione furono arrestati quattro assessori della giunta Iervolino e un quinto, Giorgio Nugnes, si suicidò dopo le prime indiscrezioni sulle indagini. Le accuse, però, non ressero davanti ai giudici e Romeo fu assolto da undici capi di imputazione e condannato per un solo episodio di corruzione. Il processo è poi arrivato in Appello, dove il procuratore ha chiesto una condanna per Romeo di 4 anni e 4 mesi.
«Sulla vicenda della Corte dei Conti – ha chiarito l’imprenditore Romeo a Il Giornale – abbiamo fatto chiarezza: anzitutto, si tratta di 87 milioni su un volume di entrate di circa 400 milioni. Grazie al nostro lavoro, il Comune di Napoli ha la morosità più bassa d’Italia; ma i problemi maggiori di riscossione sono legati agli abusivi, che sono di competenza dell’amministrazione comunale, e alla morosità del Viminale che occupa otto caserme di proprietà comunale senza pagare il fitto. Le parole di De Magistris nei miei confronti quand’era giudice del Riesame? Sono molto sereno, oggi fa il sindaco di Napoli e lo valuto come tale e non come magistrato. Allora, aveva, immagino, le sue motivazioni, motivazioni che non condivido e che non ha condiviso nemmeno il giudice, ma è una storia di tanto tempo fa. Piuttosto, al sindaco abbiamo proposto un piano di dismissione e valorizzazione del patrimonio immobiliare da 800 milioni di euro, perché non lo prende in considerazione?». Interrogativi a cui solo De Magistris potrebbe rispondere nelle prossime ore.

Barruggi

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