De Magistris insiste: niente termovalorizzatore a Napoli

De Magistris insiste: niente termovalorizzatore a Napoli

Maggiori trasferimenti di rifiuti in Olanda con le navi e la realizzazione di impianti di trattamento della frazione umida sono le soluzioni a breve e lungo termine per scongiurare il riproporsi della emergenza rifiuti a Napoli. Le iniziative, annunciate dal vicesindaco Tommaso Sodano, prevedono in particolare un aumento numero di viaggi in nave dei rifiuti di tutta la provincia di Napoli a febbraio per sopperire alla chiusura del termovalorizzatore di Acerra, già annunciata e fisiologica per manutenzione. L’altra risposta che il vicesindaco continua a dare è che non ci sarà un termovalorizzatore a Napoli, ma invece sono previsti tre impianti, “digestori anaerobici del trattamento della frazione umida”, che, sottolinea, soddisferanno ampiamente le esigenze della città.
Del resto rifiuti in strada e la raccolta differenziata che nel dicembre scorso ha raggiunto quasi il 30%, sono le due facce di Napoli, con un sistema di smaltimento in crisi a ogni blocco di un impianto. «Non ci saranno difficoltà a febbraio – assicura il vicesindaco Tommaso Sodano – anche se per 3 settimane è previsto il fermo totale dell’inceneritore di Acerra. Abbiamo già sottoscritto un accordo con la Regione Campania per intensificare i trasporti via mare verso l’Olanda». La copertura finanziaria verrà assicurata dalla Regione che, come spiega il vicesindaco con delega all’ambiente, «risparmierà rispetto ai trasferimenti fuori regione in territorio nazione. I rifiuti in Olanda ci costano 109 euro a tonnellata, contro i 180 chiesti dagli impianti del nord est». Ed è sul tema dell’impiantistica che il Comune di Napoli tenta, finalmente, di accelerare. Entro il 29 gennaio si terrà la conferenza dei servizi per autorizzare la realizzazione di un impianto per il trattamento della frazione umida con sistema anaerobico. «Sorgerà nella zona nord di Napoli – spiega Sodano – Abbiamo bisogno di trattare 120mila tonnellate di umido all’anno. Nel 2012 ne abbiamo trasferite 30mila fuori regione. E’ un costo che non possiamo permetterci». Entro l’anno il Comune di Napoli conta di realizzare anche un altro impianto di compostaggio all’interno del carcere di Secondigliano, utile a trattare i residui delle mense della popolazione carceraria, che conta 7000 unità, e i residui vegetali dei parchi cittadini. «Potrà integrare – spiega il vicesindaco – anche i progetti di recupero e reinserimento lavorativo dei detenuti che proprio a Secondigliano già lavorano in un piccolo impianto di trattamento multimateriale». Un terzo impianto di digestione aerobica potrebbe sorgere su un terreno confiscato alla camorra. C’è una trattativa in corso con la procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per ottenerne l’affidamento.

m.amelia

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