De Magistris mette la bandana contro Monti, Caldoro media

De Magistris mette la bandana contro Monti, Caldoro media

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[one_half_last] Il sindaco di Napoli chiama i cittadini alla “resistenza democratica”, mentre Stefano Caldoro chiede un nuovo tavolo al Governo. Luigi de Magistris come un moderno “masaniello” contro la spending review: «La manifestazione di domani rappresenta una forma di “resistenza democratica” da parte dei comuni d’Italia, fortemente preoccupati per le politiche decise dal governo, che rischiano di compromettere i diritti dei cittadini poiché costringono gli enti locali all’impossibilità di garantire l’erogazione dei servizi essenziali. [/one_half_last] Tradotto in parole semplici quanto drammatiche: la sospensione della Costituzione e della piena democrazia». Lo sottolinea al sito Anci il primo cittadino di Napoli, alla vigilia della manifestazione Anci di domani, davanti Palazzo Madama, con la quale i sindaci d’Italia protesteranno contro il provvedimento sulla spending review. «Dopo i 22 miliardi sottratti dai governi negli ultimi quattro anni, infatti, il decreto di revisione della spesa si trasforma in una nuova stagione di tagli indiscriminati – evidenzia il sindaco di Napoli – tagli che nulla hanno a che vedere con la necessità di contrastare gli sprechi che pure si annidano in ogni settore dell’attività pubblica, ma che invece molto hanno a che vedere con il pregiudizio per cui il welfare sia solo una zavorra e lo sperpero si combatta sacrificando il pubblico».
Per il “sindaco-masaniello” De Magistris «il decreto è una misura ingiusta nei confronti delle amministrazioni locali, le quali sono in prima linea, in questo frangente di crisi economica, nell’affrontare le comprensibili tensioni sociali, contribuendo a garantire la tenuta democratica dell’intero paese». Di conseguenza per il primo cittadino di Napoli «la spending review, così come viene attuata, si profila anche come un intervento normativo irragionevole perché paralizza la macchina amministrativa, negando il principio costituzionale del “buon andamento” e comprimendo perfino il ruolo delle autonomie locali che invece rappresenta un pilastro per la coesione sociale e territoriale nazionale». «Si rischia – rimarca – di assistere ad un dilagare di forme di esternalizzazione e privatizzazione forzate di quelle funzioni istituzionalmente spettanti agli enti locali come per esempio i servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale, per esempio i rifiuti o i trasporti o i servizi sociali, arrivando in qualche modo a favorire l’ingresso opaco della criminalità organizzata in queste stesse tappe di esternalizzazione e privatizzazione poiché, attualmente, le mafie dispongono della liquidità finanziaria necessaria». E De Magistris proprio su questo proposito ricorda «la recente sentenza della Corte Costituzionale relativa all’annullamento dell’art.4 della legge 148 del 2011, richiamata anche dai provvedimenti del governo Monti, che ristabilisce il principio del rispetto della volontà referendaria del giugno scorso, quando in occasione del referendum circa 27 milioni di cittadini si espressero a favore della difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici che li sostanziano». Il sindaco di Napoli sottolinea come «adesso il Governo dovrà tener conto della sentenza, mentre i comuni ed i sindaci dovranno portare avanti una campagna di ‘obbedienza civile’ alla Costituzione, cioè difendere i diritti dei cittadini da una politica di tagli indiscriminati». «Come amministratori locali – conclude De Magistris – siamo pronti a fare la nostra parte per evitare gli sprechi del settore pubblico, ma non siamo disponibili a mortificare la Costituzione e la democrazia, non siamo disponibili a tradire il mandato affidatoci dalle nostre comunità a garanzia dei loro diritti».
Di diverso avviso è invece il governatore della Campania, Stefano Caldoro: «Sulla spesa pubblica, complessivamente, si può risparmiare ancora e molto». Il presidente della Giunta regionale della Campania ha sottolineato che il lavoro «svolto dal commissario Bondi è egregio», ma «purtroppo quella è una piccola parte della manovra del decreto sulla spending review», che prevede tagli «prevalenti a sanità e trasporti». «Sediamoci attorno a un tavolo – ha affermato – e vediamo come possiamo realizzare quelle cose previste dal decreto». Per quanto riguarda i costi intermedi, il governatore Caldoro non nega che «ci siano differenza tra Regione e Regione», che sono dovute a «ragioni storiche». Occorre, però, «guardare le capacità di miglioramento, cioè cosa fai tu per evitare gli sprechi e fare una spesa virtuosa». Nel settore della sanità, ha ribadito, «in base alle analisi effettuate da Bondi, la Campania, tanto vituperata, è “sotto la media” per quanto riguarda il numero di posti letto perché, la misura contenuta nella spending review prevede 3,7 posti letto ogni mille abitanti e la Campania ne ha, al momento, 3,6 ogni mille abitanti. Bisogna guardare caso per caso e vedere dove andare a migliorare – ha concluso -. Bisogna intervenire sulle singole Regioni senza farne una questione solo territoriale».

m.amelia

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