Mer. Set 18th, 2019

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De Mita: la parola rottamazione mi fa inorridire

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L’ex presidente del Consiglio scherza sui rottamatori della politica

«Inorridisco a sentir parlare di rottamazione…». Ciriaco De Mita (foto) presenta il suo ultimo libro a Montecitorio. L’ex presidente del Consiglio scherza sui rottamatori della politica alla Matteo Renzi. «Io sono un sopravvissuto avendo scelto di dedicarmi alla ricerca e al pensiero e per fare questo nessuno mi deve autorizzare tranne il Padre Eterno….», gigioneggia lo storico leader Dc, strappando i sorrisi della platea. «Il mio compito -sorride- è stato quello di aiutare gli altri a fare quello che pensavo io…». Poi ironizza sugli altri relatori, Angelino Alfano, Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Massimo D’Alema, che hanno parlato prima di lui: «Più pensate, più vi avvicinate alla rottamazione…».
Il dibattito è nato anche in considerazione del fatto che Walter Veltroni ha annunciato di non ricandidarsi al Parlamento dopo 18 anni e 137 giorni di mandati parlamentari. Massimo D’Alema si lascia uno spiraglio aperto: non vorrei ricandidarmi — ha commentato ieri a Napoli — ma se me lo chiede il partito. È così che i politici di lungo corso, quelli che l’outsider del Partito democratico, Matteo Renzi, vorrebbe rottamare, cercano di defilarsi (con imbarazzo) o chiedono (finalmente) di essere messi in quiescenza prima che il vento del rinnovamento possa abbattersi come un uragano sui cosiddetti «professionisti della politica».
Il più anziano dei parlamentari campani è Franco Pontone, una vita da missino, poi come amministratore del partito e infine come senatore del Pdl: 25 anni e 106 giorni di permanenza sugli scranni. Più di una generazione. Dopo di lui c’è Elio Vito, ex ministro per i rapporti con il parlamento, ex radicale, alla Camera da 20 anni e 175 giorni. L’ex ministro delle comunicazioni, Mario Landolfi, ha trascorso un terzo della sua esistenza a Montecitorio: 18 anni e 184 giorni: una cinquantina di giorni più dello stesso Veltroni. Italo Bocchino, altro esponente dell’ex An, ora di Fli, conta già 16 anni e 160 giorni di vita da deputato della Repubblica: fu eletto per la prima volta nel ‘94 ad appena 27 anni. Di 16 anni e 257 giorni è l’esperienza parlamentare di Alessandra Mussolini, del Pdl. Così gli altri berlusconiani Paolo Russo e Nicola Cosentino (16 anni e 160 giorni). Al Senato, oltre Pontone, è il senatore aversano del centrodestra, Pasquale Giuliano, a presentare una carriera piuttosto longeva: 16 anni e 160 giorni. Quindi, Franca Chiaromonte, figlia dell’ex esponente del Pci migliorista, Gerardo, che siede in parlamento da 13 anni e 163 giorni; come il sindaco di Afragola, Enzo Nespoli, anche lui da 13 anni e 163 giorni sui banchi di Palazzo Madama. Un po’ di meno, ma non per questo di primissimo pelo, Pasquale Viespoli, ex sindaco di Benevento, proveniente da An, e Riccardo Villari, ex presidente della commissione di vigilanza sulla Rai ed ex del Pd: per entrambi, 11 anni e 139 giorni di vita parlamentare. Ma battono tutti due ex democristiani come Ciriaco De Mita e Clemente Mastella, oggi europarlamentari: il primo fu eletto per la prima volta alla Camera nel 1963 e da allora non ha mai perso un’elezione; il secondo, fece il suo esordio a Montecitorio nel 1976, e pure per lui non c’è mai stata soluzione di continuità.

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