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De Simone: ecco come gli interessi uccidono il quartiere Fratte

De Simone: ecco come gli interessi uccidono il quartiere Fratte
di Andrea Pellegrino
L'ex senatore Andrea De Simone

L’ex senatore Andrea De Simone

Salerno? «Da città produttiva a città degli affari. Con affari per pochi e povertà per molti». Altro che lo slogan «arricchitevi», ideato da Vincenzo De Luca qualche anno fa, la città di Salerno, afferma Andrea De Simone, già senatore della Repubblica, «si sta impoverendo sempre di più».
La riflessione di Andrea De Simone parte dal caso Fonderie. Lì a Fratte ci è stato ieri ed ha portato il suo sostegno a Martina Marraffa (da giorni in presidio davanti allo stabilimento), al comitato che si batte per la delocalizzazione dell’impianto e la solidarietà ai cittadini del quartiere. E ricorda: «Un punto di riferimento era la storica sezione del Pci “Sacco e Vanzetti” di Fratte. Una sezione politica e di vita». E ieri sera, alcuni esponenti di quella sezione, poi divenuta Pds ed infine Ds, per poi chiudere i battenti, era presente alla fiaccolata. Con in testa proprio De Simone e storici dirigenti. «Insieme a noi – spiega De Simone – c’è stata una nutrita rappresentanza di militanti e dirigenti che si sono formati in quella sezione, una vera e propria agenzia formativa che evitava qualsiasi tipo di devianza».
E De Simone parte da allora per arrivare ai problemi di oggi. «Fratte era un quartiere produttivo, oggi è a rischio. Un quartiere di operai cresciuto nel corso del tempo. Aveva aziende come le manifatture, le Fonderie Salerno e quelle Pisano. La sezione “Sacco e Vanzetti” era un punto di riferimento per quella realtà. Poi negli ultimi anni l’appartato produttivo si è smantellato e la storia è cambiata, oggi si vive grazie alla pensione dei genitori e dei nonni».

La svendita
del quartiere
e il regalo
a Lettieri

Un esempio su tutti? «La Mcm – dice De Simone – passata da azienda produttiva a mostro commerciale, oggi in via di realizzazione. Ricordo che sulla base di un piano industriale l’area era stata regalata ad un imprenditore napoletano (Gianni Lettieri, ndr) che non ha rispettato nessuno degli impegni. A partire dall’occupazione. Gli operai, infatti, si sono ritrovati prima cassaintegrati e poi prepensionati. Insomma non è stato rispettato nulla. Nonostante ciò l’imprenditore attraverso una variante si è ritrovato un aumento di volumetria. Ed ora quella storia industria sta facendo spazio ad una struttura commerciale che sovrasta strada, vallata e fiume, distruggendo, tra l’altro la storia».
Poi le Fonderie Salerno, ricorda De Simone: «Chiuse per far posto alla Lungoirno. Fonderie che erano localizzate sull’area del comune di Pellezzano. Ed è un esempio per le Pisano. Non capisco perché è stato facile chiudere le Fonderie Salerno mentre c’è difficoltà a spostare e chiudere, dunque, quelle Pisano, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti. Al di là delle centraline – prosegue De Simone – basta vedere i palazzi neri, i balconi pieni di polvere nera per rendersi conto del danno provocato. E nulla è servito pitturare alcune strutture dell’industria per nascondere il problema».
A Fratte il problema c’è, incalza De Simone. Ed è duplice, perché «c’è anche un dramma vissuto da intere famiglie che hanno visto morire, per cause tumorali, i loro cari. Ed io oggi sono vicino alla battaglia di Martina, contestando, invece l’atteggiamento di alcuni assessori ed amministratori comunali. Alcuni parlano di rispetto delle istituzioni ma io chiedo: hanno mai parlato con queste persone? Hanno mai compreso che si tratta di famiglie che hanno perso loro cari? Si sono mai resi conti della situazione ambientale e sanitaria? Chi ha detto ciò secondo me non ha ben compreso il problema di quanti stanno lottando per spostare quell’impianto da quella zona. Grazie alla battaglia di Martina e alla mobilitazione delle persone, il quartiere con molta probabilità non morirà».

Delocalizzare
la Pisano
e fermare i lavori
della Mcm

E per salvare Fratte, occorrono quattro cose: «Delocalizzare la Pisano – spiega Andrea De Simone – fermare i lavori della Mcm e restituire il bene pubblico alla città. Infine, valorizzare il Parco dell’Irno e l’area etrusco sannitica. Trovo assurdo, ad esempio, lo scempio delle Terme Campione. È gravissimo che in quell’area stiano sorgendo dei fabbricati. Contrariamente alle altre città d’Italia, questi patrimoni vengono cancellati a Salerno per far spazio ai palazzi. Come sezione politica dell’epoca avevamo già immaginato questo sviluppo per il quartiere Fratte. Noi immaginavamo un percorso che partisse dall’Oasi dell’Irno per terminare alle Terme Campione, passando per l’ex Salid e l’area archeologica. Ed invece si è preferito favorire interventi speculativi che stanno portando alla distruzione di quel quartiere».

(da Le Cronache del Salernitano del 15 marzo 2016)

In copertina, le Fonderie di Fratte fonte di un inquinamento gravissimo

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