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Delirio solitario

Delirio solitario

image“Non è mia abitudine trarre dei bilanci e spero che questo non avvenga mai.
Mi ritengo affine ad un proiettile, per nulla orientato verso la pistola da cui sono partito, bensì rivolto all’obiettivo da colpire.
Poche o nulle le certezze che mi hanno accompagnato, ma di una cosa sono abbastanza sicuro: nemmeno un coltello in pieno petto potrà mai strapparmi l’anima. Essa stessa non mi appartiene, è una meteora che produco e scappa via.
È nel sudore quando lotto, in un pallone quando lo calcio, in una rosa quando la dono ed in una carezza quando la ricevo.
Ne ho fatte di guerre sterili ed inutili, con odio e rabbia ho messo al tappeto diversi nemici, ma solo ora mi rendo conto di aver perso contro tutti loro.
Hanno cambiato la mia indole, spingendomi ad agire di conseguenza. Agire in seconda istanza e per vendetta serve ad impacchettare una indulgenza per colui che si snatura e per la sua labile coscienza.
Mi hanno rubato la libertà della prima mossa, la scintilla tra le mani in tutto quello che facevo. La seconda mossa non è dei saggi, ma del servo delle contingenze, perché tale battaglia non l’hai creata tu e non potrai addivenirne alla vittoria. Lei stessa ti ha trascinato in un meccanismo senza la tua volontà. Meglio Pionieri che seguaci, meglio assassini che vendicatori.
Non esistono note che non ci piacciono o meno meritevoli di altre, esistono solo incapaci musicisti, ma anch’essi vanno contemplati, perché creano misura”.

Sebastiano Seneca

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Numero di voci : 3631

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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