Delitti di camorra a Terracina e Scampia: c’è un pentito

Foto Panorama

Continua ad uccidere la camorra. Sempre in modo plateale, senza timori e sfacciatamente, come accaduto a Terracina al boss degli scissionisti Gaetano Marino. Questa volta “in casa”. E’ la periferia nord di Napoli ad essere, di nuovo, teatro di fatti di sangue. Ieri due sicari hanno assassinato uno spacciatore ritenuto dagli investigatori della polizia vicino al clan Formicola. L’agguato in strada, nel pomeriggio, poco prima delle 16, in un primo momento scambiato per banale incidente stradale: Vincenzo Di Pede, 41enne noto alle forze dell’ordine, sta percorrendo a bordo del suo scooter, un Piaggio Liberty, il corso Proto Pisani, strada del quartiere San Giovanni a Teduccio. In sella anche la sua ragazza, C.D., di 28 anni, la quale nota un altro motoveicolo, con a bordo due persone, avvicinarsi a quello del fidanzato. Poi due rumori, riferirà agli agenti, somiglianti a due colpi d’arma da fuoco. A questo punto Di Pede perde il controllo dello scooter finisce rovinosamente a terra, fracassandosi la testa sul bordo del marciapiede, all’altezza del civico 35 del corso. Giungono i soccorsi e la donna, prima di svenire, riferisce alla polizia quello che ha visto e sentito. Poi viene trasportata all’ospedale Loreto Mare per i controlli medici: qualche ferita rimediata nella caduta ma niente di grave, secondo i sanitari. Il cranio spappolato di Di Pede rende ancora più complicato il lavoro del medico legale e, quindi, anche accertare se l’uomo sia morto per le conseguenze della caduta o se, come hanno fatto intuire le parole della ragazza, perchè vittima dei colpi d’arma da fuoco esplosi da due sicari a bordo di una moto. A terra nessun bossolo e neppure vengono trovate tracce delle ogive altrove. La conferma giunge in serata: lo specialista individua due fori di proiettile nel capo maciullato di Di Pede, probabilmente uno entrata e l’altro d’uscita, all’altezza delle tempie sinistra e destra. E’ la conferma che si è trattato di omicidio. Sarebbero stati utilizzati uno o più revolver. Di sicuro qualcuno voleva Di Pede morto, forse nell’ambito di un regolamento di conti tra le cosche per il predominio dello spaccio di stupefacenti, oppure per decisione del suo stesso clan. Di Pede, comunque, non risulta essere un elemento di spicco dei Formicola e, in passato, era già stato giudicato per ricettazione, furto e spaccio. Le indagini della squadra mobile di Napoli proseguono e non escludono alcuna ipotesi. Intanto, ci sono degli sviluppi importanti per quanto riguarda un altro efferato omicidio: si è consegnato in commissariato, a Secondigliano poche ore dopo l’assissinio del boss Gaetano Marino avvenuto sul lungomare di Terracina (Latina): si tratta di Gianluca Giugliano di 31 anni, presunto appartenente al clan degli scissionisti di Scampia. Giugliano era ricercato da tempo. Ma, in base a quanto appreso da fonti investigative Giugliano starebbe parlando e svelando i retroscena dell’omicidio di Gaetano Marino, uno dei capi della cosca degli scissionisti, imparentato con Gennaro Marino, fondatore della cosca nata in contrapposizione al clan capeggiato da Paolo Di Lauro detto Ciruzzo o’ milionario. Pare che Giugliano abbia espresso agli investigatori la forte preoccupazione di essere finito anche nel mirino dei killer. L’indagine sull’omicidio Marino la sta svolgendo la Squadra mobile di Latina ma è evidente agli investigatori che l’ordine di ucciderlo partito da Napoli e con più precisione dai clan di Scampia e Secondigliano. Infatti, Giugliano è stato preso in “carico” (come si dice in gergo poliziesco) dagli agenti della Squadra mobile di Napoli. Top secret le sue dichiarazioni. Sembrerebbe che il latitante stia rivelando agli investigatori napoletani i retroscena dell’omicidio di Gaetano Marino. L’ordine di ucciderlo infatti sarebbe arrivato dal clan Vanella-grassi, detti “i girati”, ovvero gli scissionisti degli scissionisti che starebbero acquisendo un peso sempre maggiore nell’ambito del traffico della droga nei quartieri a nord di Napoli. Giugliano avrebbe anche rivelato che la decisione di eliminare Gaetano Marino sarebbe stata presa al termine di un summit tenutosi in quella che viene considerata la roccaforte dei Vanella-Grassi: le cosiddette case celesti, una delle piazze di spaccio più importanti non solo di Scampia, ma di tutto il sud d’Italia. Nonostante i continui blitz della polizia le case celesti sembrano una roccaforte quasi invincibile. La Squadra mobile di Napoli dal giorno dell’omicidio di Marino ha eseguito decine di perquisizioni nelle abitazioni dei camorristi di Scampia e Secondigliano. Si cercano indizi che portino ai partecipanti alla spedizione punitiva di Terracina.

Un pensiero riguardo “Delitti di camorra a Terracina e Scampia: c’è un pentito

  • 28 Agosto 2012 in 10:51
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