Delitto Gambirasio, il marocchino non c’entra: lo dicono le traduzioni

Si alleggerisce la posizione di Mohammed Fikri, l’operaio marocchino che tuttora è l’unico a figurare nel registro degli indagati per il rapimento e l’omicidio di Yara Gambirasio. A sostegno della sua innocenza ci sarebbero i pareri di nuovi traduttori e di una mediatrice culturale; tre persone che confermano che l’operaio marocchino, nella telefonata incriminata, stia facendo al telefono imprecazioni generiche e che non abbia mai pronunciato la parola “uccisa”.
Il Gip Maccora, rigettando nelle scorse settimane la richiesta di archiviazione del caso dell’operaio marocchino, presentato dalla pm Ruggeri, aveva disposto nuove traduzioni della frase pronunciata al telefono da Fikri nei giorni successivi alla scomparsa della ragazzina, quando stava per imbarcarsi per il Marocco. I dubbi riguardano la traduzione della frase: “Perdonami Dio, non è quella che ho ucciso” secondo una interprete; “Personami Dio, non l’ho uccisa io, ascoltami, ascoltami” secondo un’altra.
Rigettando nelle scorse settimane la richiesta di archiviazione del suo caso presentato dalla pm Letizia Ruggeri, il Gip Ezia Maccora aveva disposto nuove traduzioni della frase pronunciata dal telefono dal marocchino nei giorni successivi alla scomparsa della ragazzina, quando il giovane stava per imbarcarsi per il Marocco. Una frase che secondo uno diceva “Perdonami Dio, non è quella che ho ucciso io”; secondo un altro è “Perdonami Dio, non l’ho uccisa io, ascoltami, ascoltami”.
Quattro traduzioni successive, invece, sostenevano che si trattasse solo di imprecazioni e invocazioni perché l’interlocutore telefonico non rispondeva e doveva del denaro a Fikri. Il marocchino per queste motivazioni era stato scarcerato. Per archiviare la sua posizione, però restava il dubbio sulla traduzione della frase.
In questi giorni, sono stati convocati in Procura un interprete libanese, un lettore di arabo dell’Università di Bergamo e una mediatrice culturale marocchina. Secondo tutti, Fikri si limiterebbe a imprecazioni generiche e non avrebbe mai usato la parola “uccisa”.
Nel frattempo, l’operaio che non ha più lavoro né casa, pare per colpa dell’inchiesta, è ospitato da alcuni suoi amici. Non avendo la possibilità di pagarsi un avvocato, ha chiesto di potersi avvalere del patrocinio gratuito.

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