Mar. Lug 16th, 2019

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Denunce e sequestro al quotidiano Roma per i fondi per l’editoria

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Sequestrato quote societarie in 5 imprese, un immobile per 2.500.000 euro e il contributo di 2.500.000 euro

Le unità speciali della Guardia di Finanza hanno sequestrato quote societarie in cinque imprese ed un immobile per un valore di circa 2.500.000 di euro nonché il contributo di oltre 2.500.000 di euro che il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva già deliberato e non ancora erogato ad una cooperativa che edita il quotidiano “Il Roma”. Le indagini, si legge in una nota, “hanno portato inoltre alla denuncia di 4 rappresentanti legali per truffa aggravata ed altro nonché di 3 imprese per la relativa responsabilità amministrativa”. Sono le cifre di una complessa attività di indagine condotta dal Nucleo Speciale per la Radiodiffusione e l’Editoria culminata nella mattinata di oggi con l’esecuzione, su Roma e Napoli, del decreto di sequestro preventivo per equivalente emesso dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica. «E’ stato accertato – prosegue la nota – che due cooperative editrici avevano tentato di aggirare la normativa sull’editoria che vieta ad uno stesso soggetto, controllante più giornali, di richiedere fondi pubblici per più di una testata».
Per questa vicenda, segnalata dalle Unità Speciali del Corpo, l’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, «è tempestivamente intervenuta nel 2011 con una sanzione amministrativa superiore a centomila euro». Per gli aspetti penali, la Procura della Repubblica di Roma sta procedendo nei confronti di 4 persone considerate «responsabili, a vario titolo, dei reati previsti dalla legge sull’editoria, tra cui l’omessa comunicazione di posizione di controllo e/o collegamento nonchè di falso ideologico e truffa aggravata anche tentata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Per le tre imprese coinvolte, l’autorità giudiziaria inquirente sta anche valutando le relative responsabilità amministrative connesse».
Ma le cifre sono altre: 110 milioni indebitamente percepiti dal fondo per l’editoria dal 2003, sei parlamentari/editori coinvolti in inchieste su illeciti amministrativi e concorso in truffa per ottenere contributi statali per il proprio giornale. I conti li fa il Fatto quotidiano che poi spiega: si tratta del coordinatore del Pdl Denis Verdini per il Giornale di Toscana in cui si inserisce anche l’on. Massimo Parisi, coordinatore del Pdl toscano; Sergio De Gregorio (senatore Pdl) per il quotidiano Avanti; il senatore Pdl Giuseppe Ciarrapico per diversi quotidiani locali in Ciociaria; Antonio Angelucci (deputato Pdl), imprenditore del settore delle cliniche private ed editore di due giornali finanziati dallo Stato: Libero e – fino al 2011 – il Riformista. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, Italo Bocchino per Il Roma, quotidiano partenopeo che da un paio di mesi naviga in cattive acque con i suoi i giornalisti che non ricevono lo stipendio.

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