Derby d’Italia: l’Inter di Milito riapre il campionato

Derby d’Italia: l’Inter di Milito riapre il campionato

Dopo quarantanove partite utili consecutive in campionato, la Juventus si ferma e perde malamente in casa contro l’Inter. Uno a tre il risultato finale che non fa una grinza per come la partita è stata condotta dalla squadra milanese. Era partita benissimo la Juve che dopo appena venti secondi aveva colpito il bersaglio grosso con Vidal, anche se sul gol pesa un fuorigioco non rilevato né dall’arbitro, né dal giudice di linea.
Sull’uno a zero i padroni di casa hanno l’errata sensazione di poter condurre agevolmente in porto la vittoria, ma fanno i conti senza l’oste, nella fattispecie l’Inter. La squadra milanese non ci mette molto per mettere in crisi l’apparato di gioco dei tradizionali avversari piemontesi. Grosso lavoro a centrocampo di Cambiasso, di Gargano e dell’intramontabile Zanetti per gli attaccanti Milito e Palacio, assistiti da un Cassano in grande spolvero.
La Juventus, dopo un quarto d’ora iniziale condotto alla vecchia maniera, appare in difficoltà nella zona nevralgica del gioco dove Pirlo viene sempre ingabbiato da due avversari e dove Vidal e Marchisio giocano a sprazzi. Alla capolista sembra mancare soprattutto quella grossa carica agonistica che fino ad oggi l’ha sempre caratterizzata. Dopo venti minuti di gioco, infatti, è l’Inter a menare le danze anche se poi il primo tempo si chiude sul risultato di uno a zero per la Juve.
Nella ripresa i bianconeri sono costretti a rinunciare a Vucinic, colpito duro nel primo tempo, ed entra in campo il danese Bendtner a far coppia con Giovinco. Ma i risultati sono insoddisfacenti. Il neo entrato sembra un corpo estraneo alle manovre di attacco della Juve proprio mentre l’Inter prende a essere più insistente in zona gol. Il pareggio arriva grazie a un calcio di rigore alquanto dubbio assegnato per fallo su Milito che lo stesso calciatore realizza con un tiro forte che si insacca alla destra di Buffon. La Juve accusa il colpo ma non riesce a reagire. Le sue giocate, caratterizzate solitamente dal gran lavoro di Asamoah sul fascia sinistra e di Caceres sulla destra, sono fermate da uno straripante Nagatomo e da uno Zanetti inesauribile a dispetto della sua veneranda età. Per le vie centrali, invece, non si passa. Giovinco predica nel deserto con le sue serpentine e con i suoi inviti che Bendtner, pachidermico e avulso dal gioco, non riesce a raccogliere. Ci vorrebbe una delle solite invenzioni di Pirlo o un inserimento a sorpresa di Marchisio per mettere in sesto il risultato. L’Inter però non perde la sua voglia di arrivare alla vittoria, anche se Stramaccioni chiamando in panchina Cassano e sostituendolo con Guarin sembra quasi che voglia accontentarsi del pareggio.
Nel mentre la Juve cerca disordinatamente, con poca convinzione di portarsi in avanti alla ricerca del gol vittoria, arriva quasi a sorpresa la seconda rete dell’Inter.  I bianconeri perdono una brutta palla a centrocampo che diviene preda per il neoentrato Guarin che ha davanti uno spazio enorme nel quale si infila rabbiosamente. Il suo tiro è ribattuto corto da Buffon e Milito è il più lesto ad avventarsi sul pallone e a scaraventarlo in rete da pochi passi.
Non è finita. Proprio allo scadere del tempo regolamentare arriva il 3-1 dell’Inter. Ancora in contropiede è lo scatenato Nagatomo che mette in crisi l’apparato difensivo dei bianconeri con Palacio che non sbaglia solo davanti a Buffon.
Adesso il discorso del campionato si riapre nuovamente e possono gioire la stessa Inter e il Napoli che domani affronta il Torino al San Paolo.
(n.r.)

redazioneIconfronti

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