Destra, sinistra e papocchi: qui c’è da rifare gli elettori

Destra, sinistra e papocchi: qui c’è da rifare gli elettori
di Roberto Lombardi

SALTA LA PUNTATA DI MATRIXPrima di allearsi con quello, Fini era uno stimato capo di partito, con al suo fianco efficaci colonnelli. Oggi non è neppure in parlamento; e i suoi colonnelli contano come un duo di sergenti (Garcia). Casini era il rampollo di una DC scomparsa, ma della quale lui continuava a usare la scia sotterranea, per i suoi giochi sull’acqua. Oggi, tutto savoir-faire, accetta il giudizio del popolo. Cesa è sparito nelle nebbie della politica dei corridoi, e di Follini e Tabacci i più non hanno memoria fisiognomica. La Lega spera nella Lombardia, altrimenti la debacle sarebbe definitiva: avrebbe bruciato, La Padania, un segretario nuovo di zecca e uno di vecchio conio in una manciata di mesi. Non vi sembri paradossale la mia affermazione, ma la destra, ce lo dicono anche i risultati delle urne, è sparita. La performance del capo dei pagliacci non è servita a salvare il Circus. La destra, puntando tutto sul suo uomo, è svaporata, e quell’uomo, con la sua sola presenza, dimostra che se governare non può più, potrà invece, e continuerà a farlo (non uso il plurale per le motivazioni fin ora descritte), a condizionare il paese. Ma il sole che illumina la destra, intanto la brucia, la consuma, la divora. A sinistra nulla sembra cambiato dall’inizio dei tempi: che si chiami PCI, che si chiami PDS o DS, oppure Unione, che si chiami Ulivo o PD, la sinistra sembra condannata al ruolo di battitore libero. Ma libero di che?! Destra e sinistra speculari, e non solo nei risultati. La prima paga il prezzo di annullarsi nella passione per il suo uomo peggiore (e qui, dire migliore, sarebbe la stessa cosa): salvare lui annullando se stessa; la seconda, al prezzo della propria cristallizzazione, gioca, come nel circo cinese (le resta una parvenza di qualcosa di sinistra?) a tenere in piedi quanti più piatti può sulle cannucce. E guardatele destra e sinistra: una gongola nell’euforia di chi è scampato al pericolo, l’altra ratifica in fretta la sua minima vittoria dei miseri percento (%). L’Italia è fatta (drogata), ora bisogna fare gli elettori.

redazioneIconfronti

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