Diagnosi francescane ed auspici di bene per il 2015

Diagnosi francescane ed auspici di bene per il 2015
di Luigi Rossi

uomo-una-dimensioneLa classe dirigente italiana e, soprattutto, il governo non possono operare senza un rapporto vitale con la nazione; esso si alimenta quotidianamente facendo esperienza della vita per garantire un efficiente funzionamento al paese nonostante le tante difficoltà; ma durante il 2014 le occasioni perché apparisse un corpo dinamico, evitando il rischio di formalismi e funzionalismi, sono state poche.
Il primo limite manifestato è sentirsi immortali ed indispensabili; in tal modo, invece di migliorare, rischia di divenire un insieme sclerotico. Ritenere di essere superiori, invece di porsi a servizio di tutti, è la patologia del potere di tanti narcisisti, i quali ammirano se stessi e trascurano soprattutto deboli e bisognosi. Il loro cuore di pietra fa perdere serenità interiore, vivacità e audacia; nascosti sotto pile di carte, costoro perdono la sensibilità umana perché impegnati in una eccessiva pianificazione. Il loro funzionalismo da contabili pretende di rinchiudere la libertà dello spirito umano che, invece, é sempre più grande e generoso di questi burocrati adagiatisi su posizioni statiche che fanno perdere freschezza perché incapaci d’incentivare la fantasia e sostenere le novità.
Un cattivo coordinamento fa perdere il senso di comunione minando l’armoniosa funzionalità del tessuto sociale, mentre una sorta di Alzheimer culturale fa dimenticare la storia della nazione e le storie personali. Per il declino delle facoltà spirituali i danni sono gravi per chi, incapace di svolgere attività autonome, manifesta progressiva dipendenza da vedute spesso risultate immaginarie. Intanto una marcata rivalità, acuita dalla vanagloria, fa precipitare nella schizofrenia esistenziale di una doppia esistenza a causa dell’ipocrisia, tipica di chi è mediocre e sperimenta un crescente vuoto interiore. Perduto il contatto con la realtà e con le persone concrete, si diffondano chiacchiere, presto divenute pericolosa zizzania, veri omicidi a sangue freddo della fama altrui, malattia di vigliacchi privi di coraggio, pronti a pugnalare alle spalle.
Ancora più pericolosa risulta la disponibilità a divinizzare i capi ad opera di chi li corteggia per ottenere, con la loro benevolenza, vantaggi di carriera; l’opportunismo fa pensare solo a ciò che ci si è riproposti di ottenere e non a quello che si deve dare. Si tratta d’infelici meschini, indifferenti verso gli altri per cui non mettono a disposizione conoscenze e talenti per gelosia o scaltrezza, mentre provano piacere nel vedere fallire i propri simili.
A questi evidenti sintomi di paura e d’insicurezza si affianca la malattia dell’accumulo da parte di chi sperimenta marcati vuoti esistenziali e ritiene di riempirli con beni materiali dei quali non si ha necessità, ma che danno la sensazione di sentirsi soddisfatti. Questo comportamento si riscontra nei circoli chiusi dei poteri forti, gruppi impegnati a divenire sempre più egemoni nella nazione, pronti a schiavizzare il prossimo trasformandosi in minaccioso cancro per l’armonia sociale. Sovente si tratta di esibizionisti disposti a trasformare il loro servizio in potere e il potere in merce per profitti mondani. E’ la malattia degli insaziabili pronti a calunniare, diffamare, discreditare anche sui mezzi di comunicazione per dimostrare di essere i migliori.
La guarigione da queste malattie le quali contrassegnano politici ed amministratori italiani e che hanno scandito il 2014 può essere garantita se si parte dalla consapevolezza comunitaria e dalla decisione personale di volervi porvi riparo, pronti a somministrarsi pazientemente e con perseveranza la cura necessaria: cioè riscoprire la fratellanza nazionale e il senso di appartenenza di un popolo attento al bene comune, animare una società civile dalla quale far sgorgare un’opinione pubblica impegnata a far comprendere ai tanti furbetti del quartiere che la tolleranza verso il malaffare si è esaurita. Se l’etica pubblica e la morale privata cominciano a far segnare un deciso passo verso la conversione allora si possono sperare tempi migliori, augurio per il 2015: opportunità per i giovani, concreto proposito di cristallina operosità per chi ha responsabilità, vigilante impegno per tutti noi.

redazioneIconfronti

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