Difendiamo gli spazi della cultura a Salerno

Difendiamo gli spazi della cultura a Salerno
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Sarebbe dovuta andare in scena giovedì la prima della de ‘La Madre’ di Bertolt Brecht al ‘Teatro Antonio Ghirelli’, negli spazi recuperati della ex fabbrica Salid sulla LungoIrno a Salerno. Un furto dei materiali tecnici nella notte di mercoledì ha costretto gli organizzatori a spostare l’evento, che si proporrà nella serata di oggi, preceduto da un incontro con il regista Carlo Cerciello, a cui anche noi parteciperemo nel pomeriggio. La resa scenica di Cerciello è di grande interesse perché incrocia il capolavoro brechtiano ‘Madre Coraggio e i suoi figli’ con ‘La Madre’ di Makxim Gorkij. Un’opera in cui il grande scrittore russo, agli inizi del Novecento, ci parla della condizione operaia e del destino delle avanguardie dopo la Rivoluzione del 1905 e prima della Rivoluzione proletaria dell’Ottobre del ’17. Eravamo interessati a vedere come Cerciello avesse trattato questi temi. Oggi, quando sembra che gli operai e le loro lotte per l’emancipazione siano scomparsi dal dibattito politico e intellettuale. Pazienza, ci rifaremo questa sera, grazie all’impegno di attori e organizzatori che hanno fatto fronte ai danni. Ma il danno che non recupereremo, che questa nostra città non recupererà, è la mancanza di indignazione dei cittadini per questo attentato alla cultura e alla crescita civile di Salerno. E non ci capacitiamo del fatto di non avere udito levarsi -forte, assordante- la protesta degli uomini di teatro, che pure, a Salerno, non mancano di trovare spazi per proporre le loro attività. Ma forse ci sbagliamo. Forse è solo questione di tempo: vedrete che da qualche parte, un giorno, qualcuno capirà che il furto al ‘Ghirelli’ l’abbiamo subito tutti. L’ha subito ognuno di noi.

redazioneIconfronti

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