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Difensori della fede, sepolcri imbiancati

Difensori della fede, sepolcri imbiancati
La Lettera apostolica “ Misericordia et misera”, firmata domenica 20 novembre, il giorno di chiusura del Giubileo straordinario, estende ancora, oltre l’anno giubilare, la possibilità per tutti i sacerdoti di assolvere “dal grave peccato di aborto” e, allo stesso modo,  permette l’assoluzione dei seguaci di monsignor Lefebvre. Lo ha annunciato monsignor Rino Fisichella, il regista di tutti gli eventi giubilari nella conferenza stampa in Vaticano di presentazione della Lettera.
di Carmelo Currò
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Papa Francesco

E siamo al dunque; poiché la gente non si è scomposta dinanzi agli avvisi sui cedimenti dottrinari; ai timori sulle deviazioni dogmatiche; alle ansie sulle simpatie comuniste. Poiché la gente non si è commossa dinanzi alla vecchiaia di Benedetto XVI, alla presunta sapienza delle sue lezioni magistrali; agli sbandierati rimpianti sulle sue capacità. E poiché la gente non si è neppure scomposta dopo aver udito le notizie sul calo di pellegrini nel corso delle benedizioni di Francesco I; ecco che i difensori della Fede cattolica si sono messi a brandire le armi di difesa della Chiesa, e come novelli Don Giovanni d’Austria hanno levato le ancore, alzato le vele, fatta raccolta di acqua, e sono già pronti a partire per Lepanto.
Solo che questa volta non hanno armato cavalieri né convocato i principi ma hanno nominato sé stessi prodissimi eroi, facendo innazitutto incetta di libri, giornali e giornalisti per la grande impresa a favore del Cattolicesimo. Dovremmo essere grati a Dio per aver fatto sorgere questi campioni della Fede. I difensori della Fede. La cui attività è già laudata, ammirata e diffusa da cattolici fedeli, apostolici seguaci della tradizione, cristianissimi devoti, in ansia per ricondurre la Santa Chiesa nell’insegnamento trasmesso dai secoli scorsi, grazie ai loro consigli, alle loro preghiere e a quelli delle altre anime pie della loro specie.
E pare che, cavallerescamente parlando, dovremmo essere proprio nel verso giusto, se fra i cardinali che si scrive si stiano chiedendo se sia lecito correggere un Papa, dovrebbe esserci anche il cardinale protettore dell’Ordine di Malta (quello vero), il quale, scosso nell’anima dai dubbi sollevati dall’attività del Papa, dicono abbia avuto il delicato scrupolo di chiedersi se Francesco I stia facendo tutto quello che un Papa deve fare e insegnare. Ossia, diffondere la Fede, predicare il Vangelo, aprire le braccia ai peccatori, perdonare i pentiti, far penetrare nel tessuto sociale la consapevolezza della maternità della Chiesa.
È questa l’impressione che tanta gente riceve da Francesco I, dal suo sorriso, dalle sue parole, dai suoi gesti; tutto molto lontano dal fasto dei cardinali e dei vescovi che banchettavano su terrazzi e dentro saloni dal pesante gusto plebeo dopo milionarie ristrutturazioni.
Ma questo non è il caso dei nuovi difensori della Fede.
Tutto molto lontano da altri ben più terreni amori di troppi sacerdoti e vescovi (vedi le descrizioni degli ultimi, lettissimi libri sugli scandali vaticani…), coperti da vescovi e cardinali che tutt’al più hanno spostato da una parrocchia all’altra preti pedofili senza sbatterli in galera.
Ma questo non è il caso dei nuovi difensori della Fede.
Tutto molto lontano dai segreti sui furti nell’appartamento dell’ex-Benedetto XVI e dall’affare del suo maggiordomo su cui mi sembra sia stato steso un pesantissimo velo di silenzio.
Ma questo non interessa ai nuovi difensori della Fede.
I difensori della Fede, porporati e non, a dire il vero non hanno molto tempo da dedicare ai profughi, agli affamati, ai Cristiani perseguitati in Medio Oriente, all’invasione delle sette, all’allontanamento dei fedeli dalle loro chiese. Con opportuno scrupolo, essi stanno facendo incetta di filosofi, teologi e parolai; di libri, pergamene e cartapecore; di articoli, post e pareri. E alla fine, le gloriose intelligenze di ecclesiastici, chierici e chierichetti; di scopritori e lettori di cavilli, cavetti e peli nell’uovo, pare debbano rivelarci non il terzo segreto di Fatima o quello di Pulcinella ma più semplicemente se il Papa può essere corretto o no.
A dire il vero, questi difensori della Fede non scoprono che l’acqua tiepida. Fin dall’antichità la storia conosce bene cardinali, vescovi ed elettori che hanno corretto il Papa. Una volta queste delicate correzioni hanno persino provocato l’elezione di tre papi in contemporanea, spesso sottoposti alle lotte politiche fra Stati.
Ma questo non è il caso dei difensori della Fede.
Il sabato è fatto per l’uomo, e non l’uomo per il sabato, sentenzia il precetto evangelico. E noi non ameremo il sabato più del prossimo. Questo mi pare il molto Cattolico insegnamento del Papa. Se davvero esiste l’idea di prossime riunioni di difensori della Fede sull’operato del Papa, ebbene tutto questo non ci interesserà. Non ci riguarderà niente delle loro discussioni, dei loro comunicati e delle decisioni prese sulla base di peli spaccati in quattro da sedicenti filosofi ed entusiasticamente propagandati sui post di sedicenti intellettuali cattolici dalla vita e dalle letture estremamente superficiali.
I difensori della Fede, da Enrico VIII in poi, mi hanno sempre dato un senso di freddezza.

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Commenti (2)

  • carchia

    signor “l’affare del suo maggiordomo su cui mi sembra sia stato steso un pesantissimo velo di silenzio”,

    guardi che il velo pesantissimo è stato posto per fare un favore a totem bergoglio e alla sua band degli “inginocchiati alla misericordia” by san gallo e non al suo predecessore.
    quanto allo “sbandierare” si ricordi che qui el cid campeador dell’argentino è il COCCO di tutta la stampa “libera e bella” che conta. tanto cocco che in un solo colpo di spugna sono di fatto scomparsi dalle prime pagine dei giornali casi di cronaca nera riguardanti preti pedofili, articoli di commento al calo di afflussi turistici durante il giubileo, veline sbianchettate del pretume da sottobosco vaticano, articoli di inchiesta sulla banca vaticana e tutta l’accozzaglia gotico-ecclesiastica che andava di moda quando i papi stavano sulle palle agli uomini tanto buoni, limpidi e misericordiosi come lei. quindi signor “l’affare del suo maggiordomo ecc ecc” si rifaccia due conti e cali dal piticone (ndr altarino). qui lei sta semplicemente sfondando una porta di già aperta, unendosi ad uno stuolo di difensori d’ufficio di un papa-totem martirizzato ad honorem e a favore di fotografo per soddisfare i sogni di gloria di gente a cui piace crogiolarsi con l’idea di essere “minoranza incompresa” con l’arroganza però di chi pretende di stabilire cosa è buono e cosa non lo è. proprio come il suo cocco totem bergoglio. cordiali saluti
    p.s.
    e pensi un pò. manco so’ cardinale.

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