Diffamazione, martedì il ritorno in Aula del ddl

Diffamazione, martedì il ritorno in Aula del ddl
di Barbara Ruggiero
Foto: magarelli.net

Il ddl diffamazione tornerà in Aula al Senato martedì prossimo. Lo ha deciso nel pomeriggio la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.
Il provvedimento è tornato oggi all’esame della Commissione Giustizia. Dopo varie indecisioni e dopo la bocciatura del rinvio alla commissione di ieri sera, questa mattina ha stabilito il rinvio il vicepresidente di turno dell’assemblea del Senato, Domenico Nania, aderendo all’intesa tra i due gruppi sulla sospensione dei lavori d’aula. Il rinvio in Commissione è avvenuto puntando su una norma del regolamento che consente il rinvio di un singolo articolo. Nel caso particolare del ddl diffamazione, l’articolo 1, quello che prevede l’abolizione del carcere per chi si rende colpevole del reato di diffamazione a mezzo stampa.
«Purtroppo, per l’eterogenesi dei fini, i presupposti originari sono stati via via stravolti e rovesciati persino in soluzioni opposte» – hanno specificato in una nota i senatori del Pd Vannino Chiti e Vincenzo Vita, che hanno voluto precisare che «quando scoppiò il caso Sallusti ci battemmo perché il Parlamento varasse quanto prima una nuova legge sulla diffamazione, che escludesse rigorosamente la pena del carcere per i giornalisti, sottolineando invece la necessità della rettifica e di qualche risarcimento pecuniario».
Ma le cose sarebbero andate diversamente: «Solo per citare i casi più gravi – hanno scritto i due senatori in una nota – le sanzioni economiche crescevano a dismisura, si introduceva un supplemento di esborso economico per le testate comprese nel Fondo per l’editoria… l’insieme del testo – concludono Chiti e Vita – tradiva largamente i presupposti iniziali e non rimaneva dunque che condurre una fiera opposizione. Abbiamo salutato, quindi, con grande favore il ritorno in Commissione dell’articolato, dove ci auguriamo che possa essere completamente riscritto. Altrimenti, meglio che non farne nulla.”
Per Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21, deputato del gruppo misto, il rinvio alla Commissione è stata «una decisione saggia, si è evitata almeno per ora una clamorosa retrocessione in Europa. Ora si lavori al Giurì a tutela dei diffamati e per liberare i cronisti dalle cosiddette querele temerarie. Articolo21 – ha concluso – continuerà a raccogliere le firme contro ogni ipotesi di legge bavaglio e dedicherà la propria assemblea prevista ad Acquasparta a una grande iniziativa alla quale prenderanno parte tutte le associazioni che hanno a cuore la libertà di informazione».

Barruggi

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