Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Dio ama senza limiti

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"Liberi di credere" di Michele Santangelo / XX domenica tempo ordinario
di Michele Santangelo

XXIl tema di fondo che attraversa tutti e tre i brani della Sacra scrittura proposti in questa XX domenica del tempo ordinario è quello dell’universalismo del messaggio della salvezza  e, si badi bene, non un universalismo che attinge direttamente lo scopo finale dell’esistenza, la salvezza nell’altra vita, ma una dimensione destinata ad influire profondamente nella vita quotidiana non solamente di ciascun cristiano, ma di ogni persona che si propone di  valorizzare fino in fondo le proprie risorse intellettuali e pratiche confrontandole con un messaggio scevro da secondi fini, o legati ad egoismo ed interessi non proprio nobili, ma capace di elevare sempre e comunque il grado di dignità dell’esistenza, il messaggio che ci giunge dalla Parola di Dio. Universalismo che, nel tentativo di esemplificare ulteriormente, può essere così riassunto: l’amore di Dio è per tutti i popoli; tutti, indistintamente, possono affidarsi al Signore in caso di bisogno, specialmente se alla base delle proprie richieste si ha una fede profonda e sincera.

Per quanto riguarda la prima sottolineatura, nel brano tratto dal libro del profeta Isaia, è chiaramente enunciato il concetto di apertura a tutti della possibilità di entrare a far parte del popolo biblico e quindi di diventare destinatari dell’annuncio della salvezza e della conoscenza della rivelazione che Dio fa di se stesso e che troverà il totale compimento nella missione di Gesù. Possibilità, tra l’altro, che non è legata a criteri di carattere razziale, religioso, geografico, culturale, ma unicamente alla ricerca del bene e della giustizia, all’attenzione verso le necessità dei più bisognosi e di quelli che sono privi di aiuti. È l’orientamento che si coglie anche nel brano della lettera ai Romani che riporta il pensiero di S. Paolo sul rapporto tra ebraismo e cristianesimo: nessuno può sentirsi escluso dalla misericordia di Dio, perché Egli, infatti, “ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia. Il brano però più caratterizzante rimane l’episodio della mamma cananea, che lo implora per la sua figlia gravemente malata, Egli la esaudisce e la loda per la sua fede. A prima vista sembrerebbe proprio che Gesù voglia rimarcare delle differenze di trattamento: “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. Tra l’altro Gesù, nell’episodio, appare anche abbastanza coraggioso. Tutto sommato, Egli stava giocando fuori casa, come si suole dire. Tiro e Sidone, infatti, erano considerate due città pagane e, puntualizzare il loro secondo posto rispetto agli altri, poteva provocare un ulteriore atteggiamento di chiusura al Suo messaggio. Ma Gesù seguiva la sua abituale pedagogia:  interveniva con la sua potenza salvatrice non prima che chi si rivolgeva a Lui manifestasse apertamente la sua adesione di fede. Perciò, la donna animata dalla sua necessità, ma anche dalla fiducia che riponeva nel Maestro, ammette la priorità dei figli, ma senza esitazione reclama la possibilità anche per i cani di nutrirsi delle briciole che cadono la tavola dei padroni. Difronte alla insistenza di quella mamma  -, e quale mamma non avrebbe fatto lo stesso – arriva anche il riconoscimento di Gesù: “Donna, davvero grande è la tua fede” ed è la premessa del miracolo: “Ti sia fatto come desideri“.  Noi che ascoltiamo e riflettiamo su questa Parola di Dio, impariamo che la fede non è solo quella teorica, intellettuale, che ha come oggetto la dottrina, ma una fede incarnata nell’esistenza da un lato, ma che ha per oggetto l’amore di Dio che non è mai discriminante, dall’altro. Inoltre l’episodio ci insegna che la fede è anche insistente, coraggiosa, ma umile e non si lascia scoraggiare, neppure  dall’eventuale silenzio di Dio.

 

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