Lun. Ago 19th, 2019

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Dio salvi l’Italia dai rottamatori, da Grillo ed i suoi imitatori

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Nel centrosinistra italiano tira una brutta aria per gli immarcescibili vertici di partito. Il sindaco di Firenze Renzi ha lanciato da tempo la sua candidatura a leader del centrosinistra e lo ha fatto mantenendo fede al ruolo di rottamatore. D'Alema, Veltroni, Marini, Rosy Bindi, secondo Renzi, hanno fatto abbastanza per il partito e per l'Italia ma adesso devono andarsene a casa. Quale sia poi l'idea di Renzi per rifondare il centrosinistra e quale il progetto per l'Italia, non è dato sapersi ma per iniziare vorrebbe fare piazza pulita di tutta la classe dirigente del Pd. A quel che resta del centrosinistra tenta di pensarci Lusi, l'ex tesoriere della Margherita che dal carcere di Rebibbia fa sapere che gran parte dei 23 milioni scomparsi dalle casse del partito sarebbero serviti per operazioni immobiliari concordate con i rutelliani, quindi innanzitutto con Francesco Rutelli. L'ex sindaco di Roma per ora, però, può stare tranquillo perché dalla Procura hanno fatto sapere di ritenere inattendibili le accuse di Lusi. Uomo fortunato Rutelli. Per lui non è stato applicato il teorema di Mani Pulite, quello del "non poteva non sapere" adottato per Bettino Craxi. Altri tempi, un'altra Italia.

di Gigi Casciello

Nel centrosinistra italiano tira una brutta aria per gli immarcescibili vertici di partito. Il sindaco di Firenze Renzi (foto) ha lanciato da tempo la sua candidatura a leader del centrosinistra e lo ha fatto mantenendo fede al ruolo di rottamatore.  D’Alema, Veltroni, Marini, Rosy Bindi, secondo Renzi, hanno fatto abbastanza per il partito e per l’Italia ma adesso devono andarsene a casa. Quale sia poi l’idea di Renzi per rifondare il centrosinistra e quale il progetto per l’Italia, non è dato sapersi ma per iniziare vorrebbe fare piazza pulita di tutta la classe dirigente del Pd. A quel che resta del centrosinistra tenta di pensarci Lusi, l’ex tesoriere della Margherita che dal carcere di Rebibbia fa sapere che gran parte dei 23 milioni scomparsi dalle casse del partito sarebbero serviti per operazioni immobiliari concordate con i rutelliani, quindi innanzitutto con Francesco Rutelli. L’ex sindaco di Roma per ora, però, può stare tranquillo perché dalla Procura hanno fatto sapere di ritenere inattendibili le accuse di Lusi. Uomo fortunato Rutelli. Per lui non è stato applicato il teorema di Mani Pulite, quello del “non poteva non sapere” adottato per Bettino Craxi. Altri tempi, un’altra Italia. E naturalmente si sente più sollevato anche Renzi pure tirato in ballo da Lusi. Il sindaco di Firenze intanto gioca a fare il Grillo del Pd e del centrosinistra. Di fatto parla lo stesso linguaggio del comico genovese, con qualche spruzzatina di presunta buona amministrazione in qualità di sindaco di una delle più belle e famose città al mondo. Ed il rischio è proprio questo: che tutti, a destra come a sinistra, si facciano prendere dalla smania grilliana dell’antipolitica e dell’antipartito, come se non ne avessimo abbastanza in questo Paese dei guasti provocati dall’antipolitica. Una sorta di sindrome di Stoccolma: la politica italiana, prigioniera di Grillo, finge per prenderlo a modello. In maniera più o meno in consapevole. Possibile che nessuno si accorga che il rischio è di ritrovarsi come nel ’92 quando con tangentopoli è stata spazzata via via la prima Repubblica consegnando il Paese al neo populismo berlusconiano. Il risultato è che abbiamo avuto Berlusconi e Di Pietro e non mi pare che nessuno dei due abbia contributo in maniera sostanziale alla ripresa dell’Italia. Il debito pubblico è tutta colpa della vecchia politica, della prima Repubblica? Può darsi, ma forse non uscivamo da una guerra che avevamo perso? Forse non abbiamo avuto l’alluvione di Firenze, il terremoto in Sicilia, quello in Friuli e quello in Campania in meno di quarant’anni dalla fine della guerra senza dimenticare  altre alluvioni come quella in Piemonte, la tragedia del Vajont, l’alluvione di Salerno del ’54, quella di Sarno e Quindici del ’99. E che dire del terrorismo, degli anni di Piombo degli anni Settanta ed Ottanta. Ne siamo sempre usciti, magari con qualche scandalo e qualche truffatore che si è arricchito ma la politica ha dimostrato la sua solidità. Ed ora come dovremmo riprenderci? Forse con Mario Monti che dice che l’Italia ce la farà senza l’aiuto di nessuno e con partiti autoreferenziali o con altri, come Renzi, che vanno all’arrembaggio delle vecchie classi dirigenti, con la teoria del vecchio che non funziona e va buttato via, parlando di fatto lo stesso linguaggio di Beppe Grillo che a sua volta è incapace di presentare un progetto credibile? Grillo spieghi cosa fare per far ripartire il lavoro, coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo economico, risolvere il problema degli esodati, dell’immigrazione, dei trasporti che non funzionano, dello stato sociale che non c’è più, dell’irreversibilità della globalizzazione, dei Comuni che sono economicamente alla canna del gas e tra un po’ impossibilitati a garantire i servizi primari. Davvero dovremmo fidarci di gente così, che pretende di governare il Paese con la teoria dei duri e puri? No che non possiamo. Ed allora  è il momento che ciascuno per la propria parte, per il proprio sentimento, per la propria opzione culturale, si riprenda lo spazio politico che fino ad ora ha lasciato ad altri o si arreso all’emarginazione attuata dalle attuali classi “dirigenti” dei partiti. Bisogna farlo subito. Adesso si può e si deve. Ciascuno nel proprio. Qui ed ora.

1 thought on “Dio salvi l’Italia dai rottamatori, da Grillo ed i suoi imitatori

  1. Io credo sia concreto il rischio di un avvitamento. Passi per Renzi – che pure dovrebbe dimostrare di saper governare l’Italia (che non è certamente Firenze) – ma di Grillo potremmo farne a meno. Se pensiamo che Parma dopo un mese non ha neanche la giunta per pressioni sui nomi di questo e quell’altro, vuol dire che siamo proprio messi male. Povera Italia, povera!

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