Ven. Ago 23rd, 2019

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Tesoriera Feneal Uil di Caserta: perché mi avete licenziata?

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Una dipendente ai vertici nazionali: voglio conoscere i motivi veri / di Rossella Adelini

Il sindacato dovrebbe essere il laboratorio sempre attivo teso alla tutela dei diritti dei lavoratori. Accadono, però, talvolta, storie oscure che vedono il sindacato percorso da logiche e da dinamiche tutt’altro che trasparenti. Pubblichiamo questa lettera di una ex dipendente della Feneal Uil di Caserta ai massimi dirigenti nazionali del suo sindacato per conoscere i motivi del suo licenziamento ritenuto ingiusto ma soprattutto oscuro. È uno scritto pervaso da amarezza e incredulità, che fa molto pensare circa la tutela reale dei diritti dei lavoratori e la giustizia sociale sempre più violata.

 

Al Segretario generale della UIL Nazionale Carmelo Barbagallo

e, p.c.,

al Segretario generale della Feneal UIL Nazionale Vito Panzarella

 

di Rossella Adelini

 

Rossella Adelini
Rossella Adelini

Egregio segretario Barbagallo,

spero sia soddisfatto del ruolo che ha acquisito come segretario generale della UIL a 67 anni e di quello che ha fatto in Campania, a Caserta e particolarmente alla Feneal UIL e di conseguenza alla sottoscritta. I fatti che sommariamente riporto, lei li conosce bene tutti in quanto artefice di ciò che avveniva. Sa bene che buona parte della sua elezione è passata dalla Feneal UIL casertana… nell’aprile del 2013, fui contattata da un ingegnere di Caserta che mi comunicò che il segretario regionale della Feneal UIL, Luigi Ciancio, era stato incaricato dalla Feneal e dalla UIL nazionale e regionale di rimettere su la Feneal UIL di Caserta. Voleva individuare dei giovani del posto per ricostruire la federazione provinciale incappata in gravi accuse da parte della magistratura… La federazione aveva “ereditato” una dote ingente di denaro, pari a quasi un milione di euro, e questo, se da un lato dava la possibilità di programmare un progetto di rinnovamento, dall’altro rendeva Caserta sede

ambita. Ero titubante, lasciavo il certo per chissà cosa… e poi un sindacato? Piena di paure decisi di osare. Fui assunta nel giugno con contratto part-time e ad ottobre full-time. Oltre alla sistemazione della nuova sede, da subito iniziai l’attività sindacale e fui eletta, in fase straordinaria, tesoriera della federazione. Il congresso straordinario si tenne a quattro mesi da quello ordinario, credo, solo per evitare che Ciancio gestisse il congresso ordinario come commissario della federazione casertana… Il 30 aprile 2014, all’indomani del congresso ordinario, smontarono la stanza che avevo occupato io fino a quel giorno e lo fecero senza avvisarmi: il segretario generale aveva ordinato di trasferire il suo ufficio senza una ragione apparente se non quella di umiliarmi. In quella occasione ci fu uno dei tanti litigi con il segretario organizzativo (e non solo), il più grave, mi sentii male e la sera fui accompagnata dai miei genitori all’ospedale per una crisi d’ansia a cui ne seguirono altre. Mi fecero occupare la scrivania della segretaria in maternità, cambiarono la password della mail, mi proibirono di girare sui cantieri se non accompagnata, mi abbassarono lo stipendio e mi ordinarono di non dare informazioni ai lavoratori… come se fossi una disonesta… Con la nuova segreteria “imposta” per il congresso ordinario, la situazione per la sottoscritta diventò un incubo. Svuotata di qualsiasi incarico, sono stata infine licenziata il I Agosto 2014 per motivi “economici”. Impugno l’atto, voglio che la verità esca fuori: il mio licenziamento è stato ritorsivo. Mi hanno licenziato per motivi economici? Ma come? Quando sono stata assunta io, l’unica ad avere assunzione erano la signora Asciolla (in seguito licenziata), segretaria, ed il signor Cirillo (dimissionato) che, tra l’altro, fino all’arrivo del commissario, aveva lavorato con distacco sindacale “strano”. Abbassavano il mio stipendio alzando quello degli altri, mandavano bonifici ad altre federazioni, tra cui la Feneal di Benevento di cui era segretario generale proprio il nuovo segretario, (inviato a Caserta per assicurargli uno stipendio, rimborsi spesa, benefit e auto visti i debiti accumulati dalla federazione che dirigeva), prendevano nuove auto, e chiudevano pendenze prelevando ingenti somme dalla struttura casertana (un esempio è quello di chi era stato tenuto per lungo tempo a lavorare in altre federazioni provinciali in modo irregolare o inviando somme sostanziose ad altre province). Ed il nostro territorio? Ed i lavoratori? Perché la UIL nazionale, e lei in particolare, ha preferito distrarsi? Come sono usciti tutti questi soldi dalla casse di Caserta? Possono fare come vogliono e i lavoratori casertani che hanno pagato le quote servite per accumulare le risorse? Mi chiedo: è mai possibile che un’organizzazione sindacale, nata a difesa dei più deboli e che dovrebbe promuovere e difendere la democrazia, solidarietà e la legalità, abbia comportamenti del genere? Possono fare ciò che vogliono? Il giudice afferma che siete “organizzazioni di tendenza”, così, respinge il mio ricorso condannandomi a 1.250 euro di spese. Assurdo! Oltre il danno di aver dovuto subire comportamenti al di fuori di ogni etica sociale, la beffa di essere licenziata e di essere condannata al pagamento delle spese! Andrò avanti e non lo faccio solo per ciò che è accaduto a me ma anche per tutti coloro che lavorano onestamente e perché il sindacato, se fatto come si deve, è una cosa seria. Sono accadute tante cose strane… Praticamente per dare lo stipendio al segretario di Benevento e inviare prebende ad altre province le persone di Caserta sono state mandate a ramengo. Le sembra una cosa normale? Ed è lecito il fatto che chi manda a rotoli una federazione venga premiato? Nei pochi mesi in cui ho lavorato facevo il mio dovere in modo produttivo, realizzavo deleghe, partecipavo alla stesura di progetti per la categoria ed ero impegnata a promuovere un’immagine trasparente e sana della federazione. Credo che dovrebbero essere l’abc di chi fa sindacato! Per tali motivi credo di aver diritto alla possibilità di raccontarle in prima persona i fatti accaduti, con tutti i suoi risvolti da vicino. Sappia che non mollerò, non la darò per vinta a chi parla di diritti e dei lavoratori, agisce in modo opposto e pensa solo a garantirsi un lauto stipendio, i rimborsi spesa, i benefit e i trasferimenti per gli amici delle altre province. Credo di aver diritto di conoscere i motivi reali del mio licenziamento.

In attesa di un incontro, le invio cordiali saluti

Rossella Adelini

 

 

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