Home
Tu sei qui: Home » Archivio » Disastro pensioni, la bomba Inpdap minaccia di travolgere tutto

Disastro pensioni, la bomba Inpdap minaccia di travolgere tutto

Disastro pensioni, la bomba Inpdap minaccia di travolgere tutto
di Alfonso Liguori

Foto: tmnews.it

La bomba ce la serve stamane in prima pagina il Corriere della Sera.
Nell’ampio servizio a firma di Enrico Marro, si riportano tutti i numeri della fusione tra le casse previdenziali INPS, INPAD e ENPALS che accompagna la riforma Fornero (foto)sulle pensioni. E sono numeri assolutamente impietosi, per non dire devastanti.
Cominciamo a dire che l’INPS gestisce le pensioni dei lavoratori privati, l’ENPALS quelle di lavoratori dello spettacolo e dello sport, l’INPDAP le pensioni dei dipendenti pubblici. La fusione era stata pensata per ottenere dei “sostanziosi” risparmi, 20 milioni di euro nel 2012, 50 nel 2013, addirittura 100 nel 2014.
Ma i presunti risparmi divengono irrisori se si penentra nei bilanci e nei meccanismi di funzionamento dei tre enti. “Colpa dell’INPDAP – scrive Marro – che, entrando nell’INPS, scarica sul bilancio del 10,2 miliardi di euro di disavanzo patrimoniale e quasi 5,8 miliardi di euro di passivo per l’esercizio 2012”.
In sostanza: i conti dell’INPS sono in attivo e con buone previsioni di bilancio per il futuro non ostante la revisione del PIL in negativo fatta proprio dal Governo, prima di un -1,2% poi addirittura del doppio, -2,4%; L’ENPALS, risulta anch’esso in attivo con un tesoretto di 3,4 miliardi di euro; la cassa dei dipendenti pubblici, invece è in pesantissimo passivo.
I motivi sono legati innanzi tutto alla costante riduzione dei dipendenti pubblici con relativa diminuzione di versamenti contributivi e aumento del numero di assegni pensionistici; ma sopra tutto per il fatto che “fino al 1995 – scrive ancora Enrico Marra – le amministrazioni centrali dello Stato non versavano i contributi alla Ctps, la cassa dei trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato, che era una delle dieci casse fuse nell’INPDAP nel 1996 proprio perché le normative europee richiedevano la creazione di un istituto con un bilancio trasparente. Ma anche dopo il ’96 (…) le amministrazioni dello Stato hanno versato solo la quota della contribuzione a carico del lavoratore (8,75%) e non la quota a loro carico pari al 24,4%”. Per far dunque fronte ai crescenti buchi di bilancio, lo Stato ha disposto per l’anno in corso un trasferimento all’INPDAP di 6,4 miliardi di euro (soldi pubblici!) e non ostante ciò si prevede ancora un disavanzo di circa 5,8 miliardi.
Il nuovo super-ente che verrĂ  a costituirsi dalla fusione, il Super INPS come lo chiamano, alla fine invece di ritrovarsi con un patrimonio di partenza di 34 miliardi, si ritroverĂ  con 25 miliardi circa, e con 16 miliardi nel giro di un anno.
Sembrano solo numeri, ma rivelano due dati profondamente inquietanti.
INPS ed ENPALS gesticono le pensioni dei lavoratori privati; lo Stato elefantiaco ed inefficiente, con il disastro INPDAP scarica ancora una volta sui cittadini le proprie mancanze, frutto non dell’opera dei “lavoratori fannulloni” ma di gestioni a dir poco scellerate.
Tutte le riforme delle pensioni fin qui effettuate dalla Dini fino alla implacabile Fornero, erano state pensate per garantire che il sistema reggesse nel tempo. Il patrimonio del super-INPS rischia seriamente di sparire nel giro di pochi anni, a meno che il Governo non intervenga con una iniezione di fondi che non potrà prendere da nessun’altra parte se non che dai cittadini, con lo spettro di una non sostenibilità dei conti e la necessità di nuove ristrutturazioni del sistema pensionistico.
Non c’è molto da aggiungere, se non che dopo la vicenda esodati, questo rimane un altro ottimo esempio della capace gestione del ministero del Welfare, della acclamata gestione Fornero.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3627

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto