Disoccupato e padre a 20 anni si toglie la vita

Disoccupato e padre a 20 anni si toglie la vita

Diventare padre per lui era stato il regalo più grande che la vita gli aveva fatto. Una vita che non ha saputo vivere totalmente, con tutte le sue gioie ma anche con le difficoltà e le amarezze. Antonio Intonaco, 20 anni, di Ottaviano in provincia di Napoli, era diventato padre di Emanuele solo un mese fa, grazie anche a Rosa, la sua compagna. Ma la nascita di un figlio per Antonio non è bastato: il neopapà ventenne ieri si è suicidato perché senza lavoro. Nel pomeriggio di mercoledì ha raggiunto una casa ancora in costruzione nel territorio del Comune di Ottaviano, nel napoletano, ha legato una corda al soffitto e prima di togliersi la vita ha telefonato alla mamma di suo figlio: «Ti amo, non ce la faccio più. Sto per uccidermi dietro al campetto». Quell’ultimo grido di dolore, che poteva essere uno scherzo di cattivo gusto, si è rivelato vero quando alle 20 il suo corpo è stato ritrovato nella zona di San Gennarello. Antonio era uscito di casa nel pomeriggio, come faceva spesso per incontrare gli amici, così il suo allontanamento non ha destato sospetti. Dal 28 luglio, giorno in cui era venuto al mondo il suo piccolo angelo Emanuele, tutto sembrava essere cambiato. L’amore folle per quella ragazza, Rosa, che senza esitare lo aveva visto accollarsi le responsabilità di diventare padre. Certo, per il matrimonio volevano aspettare, lei più piccola di lui ha dovuto subire la telefonata straziante e atroce: «Ti amo» le ha detto Antonio e poi «Non ce la faccio più, sto per uccidermi dietro al campetto». La telefonata si è poi interrotta ed il sogno più grande e più bello si è trasformato in un incubo tremendo per Rosa e per il piccolo Emanuele.

m.amelia

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