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Disoccupazione, mai così male in Italia dal 2004

Disoccupazione, mai così male in Italia dal 2004

Foto: rai.it

Nuovo massimo storico per il tasso di disoccupazione nell’eurozona, che ha raggiunto l’11,7% ad ottobre, dall’11,6% del mese precedente. Lo rileva l’Eurostat, secondo cui anche il dato relativo all’Europa a 27 ha toccato il record del 10,7% dal 10,6% di settembre. I dati sono infatti in notevole aumento rispetto ad ottobre 2011, quando la disoccupazione si attestava rispettivamente al 10,4% e al 9,9%. L’istituto di statistica europeo ha inoltre diffuso le stime preliminari sull’inflazione di novembre nell’area euro, che dovrebbe scendere al 2,2%, dal 2,5% di ottobre.
Sui dati diffusi in mattinata dall’Eurostat si registra già la reazione della Codacons: «È evidente che fino a che le famiglie non arrivano alla fine del mese e i consumi sono in caduta libera, le imprese non possono vendere i loro prodotti. Inevitabile, quindi, che la disoccupazione aumenti. A salvarsi sono solo le imprese che esportano i loro prodotti e possono vendere all’estero, dove il ceto medio non è tartassato da imposte e balzelli come in Italia».
«Il Governo – spiega l’associazione – dovrebbe fare urgentemente l’unica operazione a costo zero per il bilancio dello Stato che è in grado di aiutare contemporaneamente sia le imprese che le famiglie: liberalizzare, in modo da abbassare il costo delle spese obbligate che gravano sugli italiani».
«Il record della disoccupazione giovanile è il campanello che più deve risuonare in questo stanze» – ha affermato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, incontrando gli studenti della Luiss a Montecitorio. «Compito della buona politica – sottolinea il presidente – è fare tutto il necessario per contrastare questo fenomeno, mettendo in campo iniziativa atte a garantire un futuro ai giovani».
Per Maurizio Sacconi del Pdl «il Governo deve riflettere sull’insufficienza di politiche di crescita e sui vantaggi che darebbe la immediata correzione della riforma del lavoro in termini di ritorno alla legge Biagi per le tipologie flessibili, un deciso sostegno all’apprendistato, la defiscalizzazione del salario di produttività definito dagli accordi di prossimità».
«Solo nell’anno del Governo Monti la disoccupazione si è incrementata di 2,3 punti e di 600 mila unità» – ha aggiunto Sacconi.

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