Gio. Lug 18th, 2019

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Docenti contro le 24 ore: il 10 novembre tutti in piazza

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Oggi nuovo flash mob degli insegnanti davanti al Ministero contro l’aumento delle ore di docenza

A Torino, come a Milano ed in altre città italiane, i docenti hanno intavolato una singolare iniziativa: hanno corretto i compiti dei propri alunni per strada. L’obiettivo era rispondere alle “accuse” di chi afferma che i docenti lavorano soltanto 18 ore settimanali. Hanno, dunque, deciso di sedersi e lavorare (correzione verifiche, preparazione compiti e lezioni, aggiornamento, programmazione intercurriculare ecc.) in pubblico per far vedere alla cittadinanza quanto lavoro invisibile c’è dietro ogni ora di lezione in classe. Oggi c’è stato un nuovo flash mob degli insegnanti davanti al Ministero dell’Istruzione per «protestare contro la legge di stabilità che prevede l’aumento delle ore di insegnamento da 18 a 24». Domenica 4 novembre, altra protesta a Roma, mentre invece il 10 novembre si stanno organizzando manifestazioni in tutte le città di Italia. Centinaia di docenti delle scuole medie e superiori sono tornati in piazza oggi dopo il «presidio a sorpresa» della scorsa settimana: con loro hanno portato penne rosse e compiti da correggere. Sulle gradinate del Ministero hanno scritto «scuola pubblica» con le carote. Con le penne rosse sollevate in aria, libri e compiti in classe tra le mani, i professori chiedono in coro: «scuola pubblica». «Questa settimana c’è stata una campagna di disinformazione sulla legge di stabilità. La Commissione Cultura non ha dato nessun parere sull’aumento delle ore di insegnamento e non è sicuro che questo provvedimento verrà ritirato, come è stato annunciato», ha detto al megafono uno dei coordinatori del movimento degli insegnanti, Alessandro Natalini. I professori hanno organizzato il flash mob al ministero «senza simboli sindacali o politici». Si sono dati appuntamento attraverso «un tam tam sui social network» e il canale youtube nato in questi giorni «Teacherpridetv». Hanno appeso al collo cartelli con su scritto «Io sono choosy verso i tagli alla scuola: no alle 24 ore», «no al concorso truffa» e, contro i tagli alla scuola, chiedono «meno F35 e più scuola». Intanto, si moltiplicano le manifestazione di protesta in tutta Italia: «Vogliamo che il presidio dei professori davanti al Miur diventi permanente: vogliamo ritrovatrici qui ogni domenica finché non ci sarà chiarezza». Così i coordinatori degli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che si sono ritrovati davanti al Ministro. Nuovo appuntamento dunque domenica 4 novembre alle 11. «Vista la concomitanza con l’anniversario per l’Italia della fine della Prima Guerra Mondiale – spiega uno dei coordinatori, Alessandro Natalini – domenica prossima chiederemo più scuola e meno F35, per i quali si prevede una spesa di 15 miliardi». Al presidio, ricorda Natalini, sono invitati «tutti. Il 10 novembre invece ci saranno manifestazioni cittadine in tutta Italia».

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