Docenti non abilitati, i 360 giorni bastano o no?

Docenti non abilitati, i 360 giorni bastano o no?
Foto: radioluna.it

Il Tfa divide anche gli aspiranti docenti. Da un lato i neolaureati, dall’altro i docenti non abilitati con 360 giorni di servizio. Tutti concorrenti per il Tirocinio Formativo Attivo, corso abilitante che sostituisce le vecchie scuole di abilitazione all’insegnamento, le cui selezioni sono cominciate con non poche polemiche lo scorso mese di luglio.
I docenti con 360 giorni di servizio hanno fatto fronte comune per far sentire la propria voce (sono “condannati” ai Tfa senza alcuna agevolazione per il servizio finora prestato nelle scuole), scatenando non poche reazioni, specialmente da parte dei neolaureati.
“Ognuno tira acqua al proprio mulino – ha commentato Alfredo, definendo provocatoriamente i docenti in questione “raccomandati rispetto ai laureati che magari non hanno nessuno”.
“I signori che hanno 360 giorni di servizio – ha commentato una giovane neolaureata – verranno privilegiati se saranno in grado di passare le diverse prove, dimostrando la loro preparazione. A quel punto ci sarà la valutazione dei titoli che senza ombra di dubbio favorisce loro e non di sicuro un povero neolaureato. Che cosa volevano? Passare davanti a tutti perché hanno già insegnato? E’ giusto che vengano valutati dal test, poi se si è preparati si va avanti”.
Per alcuni i test vanno bene ma non possono certo sostituire il “campo di battaglia” o l’aver insegnato a scuola diversi anni. “Nulla può sostituire l’aver insegnato per anni nella scuola a diretto contatto con gli alunni e aver vissuto tutte le incongruenze delle leggi che governano la scuola e la miriade di circolari interpretative che a loro volta stravolgono la legge stessa – ha scritto Alfredo – Mi sembra giusto che l’aspirante insegnante, se idoneo, venga inserito nelle graduatorie a scorrimento per poi passare di ruolo”.
Un lettore che si firma xyz non risparmia un attacco alla categoria dei docenti con 360 giorni non abilitati: “bastava studiare per passare il test. Troppo facile chiedere l’ennesima moratoria sulle vostre mancanze”.
Fabrizio, invece, chiede: “Ma perché non avete fatto i corsi di abilitazione a loro tempo?Per prima cosa credo che l’insegnamento non si impari solamente sul campo quindi quei maledetti corsi onerosi (di tempo e di soldi, se fatti bene) formano veramente un docente, aumentando così la qualità del servizio.
Quindi vi dico di non lamentarvi perché se riuscite ad insegnare anche senza l’abilitazione siete fortunati. 
Il mio caso come quello di molti miei colleghi è un esempio, sono un professore (così come ci chiamano al ministero per presa in giro) dal 2008 e da allora ho svolto solo 15 giorni di supplenza (che per fini di punteggio non valgono a nulla). 
La materia di cui io sono abilitato è discipline plastiche (scultura) per i licei artistici, e prima della riforma Gelmini anche per gli istituti d’arte.
 Inoltre ho dovuto svolgere un esame di ammissione a numero chiuso per essere ammesso ai corsi Coba (così si chiamavano per le materie artistiche), pagare 4000 euro in due anni di tasse, dare 20 esami (in un anno e mezzo), svolgere 160 (o 200 non ricordo) ore di tirocinio osservativo e attivo , scrivere una relazione sul tirocinio svolto e sulle normative di legge, formulare un modulo didattico nel quale inserire la ricerca contenutistica (cioè una tesi) e svolgere l’esame di stato finale.
 Quindi credo che il vostro dramma sia di minore entità rispetto al nostro, e ancor di meno rispetto ai discenti, i quali a causa delle recenti leggi si troveranno non solo con una minore qualità formativa ma anche degli insegnanti di ruolo che non svolgono la loro materia (estinta) ma un’altra, poiché in quanto dipendenti pubblici non possono essere licenziati.
Un esempio di ciò che dico (e conosco) sono gli istituti d’arte convertiti a liceo artistico, istituti che formavano artisti-artigiani con i loro laboratori, cioè quella categoria di italiani che secondo molti possono salvare l’Italia dalla crisi!”

Barruggi

Un pensiero su “Docenti non abilitati, i 360 giorni bastano o no?

  1. ci dovrebbero spiegare chi è il grande scienziato che ha stabilito le classi di concorso per l’insegnamento.un laureato in farmacia o in chimica e tecnologia farmaceutiche(CTF) non può insegnare chimica nemmeno alle elementari.invece un laureato in biologia,geologia o scienze naturali ha invece le competenze per farlo sostenendo un solo esame di chimica generale durante il corso di laurea.appare abbastanza ovvio che questi geni dell’istruzione italiana non hanno minimamente la conoscenza della struttura dei vari corsi di laurea.RICORDO SEMPRE AI GRANDI COMPETENTI CHE I LAUREATI IN FARMACIA E CTF CHE NON POSSONO INSEGNARE CHIMICA NELLE SCUOLE,HANNO ACCESSO AGLI ESAMI DI ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI CHIMICO CON CONSEGUENTE ISCRIZIONE ALL’ALBO DEI CHIMICI.cosa che ovviamente non può fare chi sostiene un solo modulo di chimica generale ,ma che per il ministero dell’istruzione possiede le doti eccelse dell’insegnamento della chimica nelle scuole.viva i sapientoni d’Italia

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