Mar. Giu 18th, 2019

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Docenti non abilitati: valutate la nostra esperienza sul campo

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Corsi abilitanti speciali che valutino l'esperienza acquisita sul campo anziché valutare le nozioni. È una delle principali richieste che giungono da parte dei docenti non abilitati con almeno 360 giorni di servizio.
di Barbara Ruggiero

Corsi abilitanti speciali che valutino l’esperienza acquisita sul campo anziché valutare le nozioni. È una delle principali richieste che giungono da parte dei docenti non abilitati con almeno 360 giorni di servizio.
Tra i commenti pervenuti, Alfredo chiede di applicare la legge in quanto, stando a quanto dice, i docenti non abilitati sarebbero “già abilitati dalla Direttiva 2005/36/CE e dall’art.36 cost. Perché – si chiede Alfredo – se c’è la legge in Italia non viene applicata?”. Replica Antonio che chiede: “Se fosse davvero così, perché chiedete di riabilitarvi senza selezione?”.
Raffaella, invece, chiede che vengano istituiti in breve tempo corsi abilitanti speciali per “valutare l’esperienza acquisita sul campo, di gran lunga superiore al puro e freddo nozionismo dei test di ingresso al Tfa, che tra l’altro sono stati formulati anche in maniera errata. Oltre al danno anche la beffa e le tasche più vuote!”
“Chiediamo l’abilitazione alla professione, neppure la stabilizzazione, come peraltro sarebbe legittimo nel caso di colleghi che insegnano da sei/dieci anni” – dice Fabio Baccelliere. “Secondo la normativa europea – continua Baccelliere – l’abilitazione ci dovrebbe essere concessa d’ufficio e invece il Miur vincola l’abilitazione alla frequenza di un corso abilitante, azzerando di fatto anni di esperienza e lavoro sul campo sull’altare di una presunta meritocrazia. L’attivazione a questo punto di un corso abilitante riservato a tutti i docenti con esperienza pluriennale, senza sbarramento in ingresso – propone il nostro lettore – si configura come un passo obbligato verso il riconoscimento di anni di lavoro e di formazione professionale sul campo.”.
C’è addirittura chi, come Carmen, parla di “accanimento reiterato verso i propri dipendenti da parte dello Stato: si serve dei loro servizi ma poi li bistratta e li maltratta. Questo forse è uno stato di democrazia?”
Non mancano le testimonianze dirette. Rossella Sola dice: “Io ho 360 giorni, per cinque anni sono ancora qui. Sarebbe ora di stabilizzare quelli che già lavorano invece di prendere soldi per far credere a degli illusi che passando un concorso avranno il posto. Io il concorso l’avevo passato nel 1999 e sono ancora qui che aspetto. 360 giorni bastano per un’assunzione a tempo indeterminato in qualsiasi altro settore, quindi forza ragazzi!”
“Che differenza c’è – chiede retoricamente Roby – ai fini della mia pratica sul campo se ho contratti a tempo determinato, pochi e frammentari nelle scuole statali, o a tempo indeterminato con periodi lunghi in una scuola paritaria?”.
Insomma, il caldo di questi giorni è reso ancora più rovente dalle polemiche sulla scuola e sui Tfa che non accennano certo a diminuire.

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