Domani alla Camera il caso del bambino conteso dai genitori

di Barbara Ruggiero
Foto: pianetadonna.it

Il caso del bambino veneto conteso dai genitori e prelevato in maniera coattiva a scuola approda in Parlamento.
Domani mattina, alle ore 11.30, dopo l’esame del disegno di legge sulla delega fiscale, nell’aula di Montecitorio, Carlo De Stefano, sottosegretario agli Interni, svolgerà a nome del Governo una informativa urgente sul caso.
Spero che non ci siano strumentalizzazioni ma che, se ci sono responsabilità, siano punite” – ha detto in serata il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, sul caso del bambino conteso dai genitori.
Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha disposto l’apertura di un’inchiesta interna e ha espresso profondo rammarico per quello che un video girato da una zia del ragazzino ha portato all’attenzione di tutti: un bambino di dieci anni urlante tenuto come se fosse un sacco da due uomini, uno è il padre, e portato via fino a un’auto. A chiedere che sia fatta piena luce gli stessi presidenti della Camera e del Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani.
La storia del bambino, prelevato con la forza dalla Polizia mentre era a scuola, è stata raccontata nella serata di ieri dalla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” che ha contestualmente mandato in onda le immagini girate con un telefonino dalla zia del piccolo conteso, che era presente sul posto e ha ripreso la scena per poi inviarla alla nota trasmissione di Rai3.
Il minore è di fatto conteso dai genitori. Per decisione dei giudici, il bambino non può stare più con la madre: la patria potestà spetta solo al padre. Dopo diversi tentativi di eseguire gli ordini dei giudici, gli agenti, che avevano il compito di prelevare il bambino e portarlo in una struttura protetta, sono intervenuti a tre mesi dall’ordinanza presentandosi alla scuola elementare del piccolo per portarlo via.
Non sono mancate le reazioni.
La senatrice del Partito Democratico Mariapia Gravaglia ha invocato la costituzione del Tribunale per la famiglia, un disegno di legge da tempo depositato in Senato.
Sono scandalizzata – ha detto la Garavaglia – dell’uso strumentale che troppo spesso gli adulti fanno dei bambini. E’ inaccettabile che vengano usati come manganelli quando una famiglia va in frantumi e i figli diventano oggetti di contesa”.
La dignità e il bene del bambino – ha concluso la senatrice del Pd – sono prioritari e i media dovrebbero smetterla di mandare in onda immagini che ledono i diritti del minore”.
Il Codacons, con la voce del presidente Carlo Rienzi, parla di spettacolarizzazione: “La diffusione del filmato che mostra le fasi concitate dell’intervento della Polizia e il circo mediatico che ne sta seguendo aggiungono danno al danno. La vicenda avrà conseguenze negative per il bambino e per la sua famiglia, e non solo sul piano psicologico. Ci chiediamo a questo punto: chi li risarcirà – conclude Rienzi – dei pesanti danni subiti?”.
E per la vicenda del bambino portato via a forza dalla polizia da scuola nel mirino finiscono anche i media. Il Garante per la privacy si muove a tutela del minore dopo la pubblicazione del video sul web senza volti oscurati e per arginare la diffusione di nomi e dati sensibili delle persone coinvolte, ricordando ai media di osservare il “rigoroso rispetto della riservatezza del minore” e raccomandando di non pubblicare e diffondere immagini del bambino e dettagli che possano lederne la dignità.
La Fnsi invita a non spettacolarizzare le notizie mentre il Consiglio nazionale degli utenti, istituito presso l’Agcom, insorge contro la trasmissione di Federica Sciarelli che è stata la prima a mandare in onda il filmato. Per il Consiglio questo episodio è “la prova eloquente del degrado della tv pubblica e della violazione delle norme a tutela dei minori e delle più elementari regole che tutelano la dignità dei cittadini utenti dei media e lo sviluppo psichico e morale dei bambini”.
‘Chi l’ha visto?’ non è un programma di intrattenimento, parla di scomparse, gli argomenti trattati sono delicati – si difende Federica Sciarelli, conduttrice del programma di Rai3 – prima di trasmettere il video ho avvertito che si trattava di un documento drammatico. E comunque abbiamo coperto i volti e tutelato a pieno il minore. Noi l’abbiamo trasmesso di sera, ma oggi ho visto che molti altri lo hanno mandato in onda la mattina o a ora di pranzo”.

 

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