Don Luigi Merola conferma l’incontro con Berlusconi: non mi candido

Don Luigi Merola conferma l’incontro con Berlusconi: non mi candido

«Un sacerdote non può dire bugie. Sì, è vero ho incontrato Silvio Berlusconi che mi ha proposto una candidatura. Ma visto i nomi che girano, che non rappresentano il cambiamento, non mi candido»: dopo 7 giorni, don Luigi Merola, parroco anticamorra di Napoli, ha deciso di continuare il suo impegno nel sociale e a servizio della chiesa rinunciando alla politica. Il sacerdote ha anche riferito che il colloquio con Berlusconi è stato «lungo e cordiale». Il prete anticamorra comunque continua a credere che «la politica possa fare ancora molto per i cittadini. Servono politici senza macchia che siano esempio per i giovani». Lo ribadisce don Merola il prete anticamorra.
La doccia fredda dopo che il partito aveva già avviato i contatti per assicurarsi il sì del sacerdote, da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. Quella del prete anti-camorra sarebbe stata una candidatura di grande impatto: impegnato per anni a Forcella, uno dei quartieri di Napoli in cui l’infiltrazione mafiosa è più radicata, don Merola ha rivolto la propria attività soprattutto al sostegno dei minori. Nel 2004 si trovò suo malgrado a doversi occupare della tragica morte di Annalisa Durante, la ragazzina 14enne uccisa dalla camorra per essere stata testimone di un una sparatoria tra il clan Giuliano e il clan Mazzarella. La sua risposta fu decisa e coraggiosa, con un duro attacco alla camorra durante l’omelia. Il suo comportamento lo espose a minacce di morte che costrinsero il sacerdote a vivere sotto scorta.

m.amelia

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