Don Manganiello: a Scampia serve il bisturi dello Stato non la forza

Don Manganiello: a Scampia serve il bisturi dello Stato non la forza

Abbiamo chiesto a Don Aniello Manganiello (foto), autore del libro «Gesù è più forte della camorra», per oltre 16 anni alla guida di una delle parrocchie di frontiera di Scampia, da sempre in prima linea contro prevaricazioni e contro la presenza della camorra, nonché nostro collaboratore, un intervento sull’aggressione subita da don Vittorio Siciliani, 80 anni, e dal sacrestano, nella parrocchia dell’Immacolata a Monte Rosa a Scampia.

Voglio esprimere tutta la solidarietà a don Vittorio Siciliani e al suo sacrestano. Conosco bene don Vittorio, è uno dei primi preti di Scampia, un sacerdote stimatissimo, davvero un sant’uomo che ha dato la vita per gli altri. La sua aggressione è un episodio sconcertante, è stato bruttissimo apprendere una notizia del genere. Don Vittorio è sempre stato dalla parte della gente, è una persona che ha donato la sua vita, sin da giovane, agli altri, a Scampia. E’ sempre stato ben voluto da tutti, impegnato nella carità, nei laboratori, legato ai giovani e ha dato vita ad una pastorale importantissima.
E’ un fatto inquietante. Ora che il giovane che ha compiuto questo gesto sia o non sia un camorrista, non cambia che il linguaggio utilizzato è sempre il linguaggio della camorra, della prevaricazione, della violenza, di chi non sa accettare magari un no detto per ragioni particolari. Rimane linguaggio camorristico, non altro. La camorra utilizza sempre il codice della violenza, della prevaricazione.
Non si sa a chi attribuire il gesto, ma se questo giovane appartiene ai gruppi camorristici, tutto ciò mette in luce anche un’altra cosa: la camorra non ha più un’organizzazione. I clan non hanno più un capo che dà ordini, manda i suoi uomini a compiere atti. Si tratta di giovani che agiscono per proprio conto, come cani sciolti, senza limiti, senza controllo, senza alcuna remora.
Lo Stato si deve preoccupare di tutto ciò. Non deve solo mostrare i muscoli con i Carabinieri, la Polizia e l’esercito. Deve utilizzare anche il bisturi per tagliare il male e poi risanare, ricucire, rimarginare le ferite. Mi sembra, invece, che lo Stato da tempo abbia subito una sconfitta e non solo a Scampia ma nelle diverse “Scampia” d’Italia. Il mio pensiero va ancora tutto a don Vittorio Siciliani.

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redazioneIconfronti

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