Mer. Lug 17th, 2019

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Don Manganiello: “La gerarchia ecclesiale tace sulla camorra”

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«Non bisogna fermarsi la camorra mette in pericolo anche la pastorale della Chiesa»

Don Aniello Manganiello ha appena terminato di celebrare la messa a Camposano, piccolo centro alle porte di Nola e ed una manciata di chilometri da Napoli, quindi anche da Barra, dove i carabinieri su disposizione della Procura hanno sequestrato uno degli obelischi per la festa dei Gigli. Secondo magistratura e carabinieri dietro il paravento delle “offerte” per le paranze c’erano le richieste estorsive della camorra. Più o meno lo scenario rappresentato da don Aniello Manganiello nel giugno scorso in occasione della festa dei Gigli di Nola. Allora non bastò nemmeno che la paranza Insuperabile, la stessa che avrebbe dovuto “collare” il giglio sequestrato ieri a Barra, rimanesse coinvolta in una rissa a Nola per evitare che su don Aniello piovessero smentite e risentimento dei politici, dei maestri di festa e persino della gerarchia ecclesiale a cominciare dal Vescovo Beniamino De Palma.
Don Aniello, alla fine aveva ragione lei…
Purtroppo sì. Sono felice che l’intervento della magistratura e dei carabinieri sia servito a dare un segnale chiaro e forte…
Ma queste feste patronali, in particolare quelle dei Gigli, sono quindi in mano alla camorra..
Lasciando da parte in questa occasione la festa dei Gigli di Nola mi pare che il sequestro operato a Barra confermi le mie preoccupazioni. Ma poi la camorra s’insinua in tutte le attività economiche e sociali in Campania, perché mai ne dovrebbero essere immuni le feste patronali ed ancor di più quelle dei Gigli che sono le più famose e seguite.
Al di là dell’occasione estorsiva offerta dalla cosiddetta “questua” che si fa per le paranze perché la camorra ha tanto interesse per le feste ed in particolare per quelle dei Gigli?
La camorra è alla continua ricerca di visibilità e di consenso sociale. Queste feste offrono ai boss persino l’occasione di nuove alleanze. Ma mi pare che finalmente anche la magistratura adesso ne abbia colto i pericoli.
Le sue denunce continuano però a suscitare reazioni e distinguo da parte della Chiesa…
Da parte della gerarchia della Chiesa…
Appunto, anche il vescovo di Nola, De Palma, rivendicò il fondamento religioso della Festa dei Gigli di Nola non risparmiandole critiche cominciando dal fatto che non esistono preti di frontiera, come lei spesso viene definito…
Su questo monsignor De palma ha ragione. Non esistono preti di frontiera né io mi sono mai sentito tale. Esistono semplicemente i preti, quale io sono. Il vero problema è il silenzio assordante della gerarchia della Chiesa che soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia si è caratterizzata a lungo per un “barocchismo religioso” piuttosto che per una pastorale per gli ultimi. Ma i fatti, anche l’ultimo intervento della magistratura a Barra, dimostrano che le preghiere aiutano a cambiare le cose. Non dobbiamo fermarci in questa azione di verità perché la camorra mette in pericolo la pastorale stessa della Chiesa.

gica

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