Don Patriciello ha incontrato il prefetto e domani sarà agli Interni

Domani alle 16 il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri incontrerò al Viminale don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano “sgridato” nei giorni scorsi dal prefetto di Napoli, Andrea Di Martino, per aver chiamato “signora” il prefetto di Caserta. Oggi, intanto, don Patriciello è stato ricevuto dal prefetto De Martino a Napoli (nella foto l’incontro). Il sacerdote sarà accompagnato dal ministro da una delegazione del Coordinamento Comitati Fuochi che, con lui, collabora sul territorio per sensibilizzare le istituzioni sul problema del traffico illecito di rifiuti tossici ed industriali che da anni avvelenano le province di Napoli e di Caserta. Il Coordinamento, spiega in una nota, «considera l’episodio del confronto tra padre Maurizio ed il prefetto solo un incidente di percorso che deve servire a portare alla ribalta nazionale la vera questione, che è quella dello smaltimento illegale di rifiuti industriali e dei roghi tossici che causano incrementi di tumori ed altre malattie nella nostra regione».
Intanto, oggi don Patriciello ha incontrato il prefetto De Martino, prima del colloquio il prete ha dichiarato: «Non tutti i mali vengono per nuocere, anzi dobbiamo ringraziare per questo incidente il signor prefetto perché finalmente sono stati accesi i fari su questo problema». Il sacerdote ha poi continuato: «La mortificazione si è trasformata in un momento bello per il problema che stiamo affrontando. Ciò che a noi interessa è il problema dei rifiuti interrati o dati alle fiamme, insomma i roghi tossici che devono finire». «Se questo incidente è servito anche a questo – ha aggiunto il prete – Dio sia Benedetto per questo, evviva la Divina provvidenza». «Sono qui per stringere la mano al prefetto – ha sottolineato -. Rimane che per me dire ‘signora’ a una signora è un complimento. Era quella la mia intenzione. Si sono sprecate tante parole, fin troppe». Don Patriciello ha anche donato al prefetto un crocifisso, una scultura che viene da Ortisei, in provincia di Bolzano, spiegando: «Al funerale di Lino Romano, vittima innocente della camorra, a Cardito, ho visto che c’era tra i presenti il prefetto che ha fatto la comunione, un fratello anche nella fede. Il prefetto voleva venire a Caivano e io ho risposto di no – ha concluso – che sarei venuto io qui. Non so se era una carezza, mi sono sentito toccare la spalla e mi sono girato – ha detto rispondendo a una domanda su una carezza che ci sarebbe stata tra i due al funerale di Romano -. Tra migliaia di persone, non c’era nemmeno un minuto per dire una parola».

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