Don Patriciello, se l’assurdo clamore nasconde l’inferno-rifiuti

Don Patriciello, se l’assurdo clamore nasconde l’inferno-rifiuti
di Nino Ruggiero

Don Patriciello, portatore di una protesta e di una proposta in tema smaltimento rifiuti, nel momento in cui varcava la soglia della Prefettura, non avrebbe mai immaginato quanto clamore la sua presenza e la sua parola avrebbero poi suscitato su quasi tutti gli organi di stampa nazionali. Quel “signora” riferito al prefetto di Caserta è stato più deflagrante dei miasmi che si sprigionano nell’hinterland napoletano-casertano e che tuttora, lentamente ma inesorabilmente, distruggono incolpevoli vite di inermi cittadini.
Don Patriciello, senza volerlo, inconsciamente, pronunciando la parola “signora” per due volte di seguito ha dato fuoco alle polveri. Il signor Prefetto di Napoli si è rizelato, vestendosi di un’inopportuna autorità, ed ha spostato il centro dell’attenzione su un argomento ben diverso da quello per cui una rappresentanza di cittadini aveva chiesto di essere ricevuta.
Una riunione normale, una protesta veemente, sia pure giusta, per cercare di ristabilire un difficile eco-sistema, non avrebbero mai avuto una risonanza mediatica come quella avuta da don Patriciello, “colpevole” di aver avuto l’ardire di pronunciare per due volte l’attributo “signora” riferito ad un Prefetto della Repubblica. Si è scatenato l’inferno mediatico. Tutti sulla notizia. Tutti, o quasi tutti, a parlare di un prete di periferia e di un Prefetto arrogante.
Un dilemma insorge, a questo punto della storia, dopo la richiesta di scuse formulata dal massimo funzionario di Governo di Napoli: qualcuno ricorderà, per inciso, che cosa voleva don Patriciello, qual era il messaggio lanciato ai signori delle Prefetture, alle autorità di polizia e delle forze dell’ordine? Qualcuno ricorderà qual era il reale problema per cui una rappresentanza di cittadini aveva chiesto udienza? Ci si ricorderà del grave problema, irrisolto, dei cumuli di spazzatura bruciati nelle strade, della diossina che sprigiona mortalmente dai roghi, dei miasmi che continuano a venire fuori da terre contaminate da prodotti tossici, dello scempio dei rifiuti industriali interrati e bruciati nelle campagne?
O si ricorderà solo e soltanto di un prete di periferia che aveva avuto l’ardire di chiamare “signora” un Prefetto della Repubblica, bacchettato senza pudore da un altro “signor Prefetto”?

redazioneIconfronti

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