Dopo-elezioni / Bando ai conformismi, ritroviamo la libertà

Dopo-elezioni / Bando ai conformismi, ritroviamo la libertà
di Pasquale De Cristofaro
Foto: art21.org
Foto: art21.org

Le elezioni politiche passeranno e tutto riprenderà a scorrere veloce. Il bello e il brutto per ognuno di noi si alterneranno così come la nostra depressione o l’euforia. Il problema vero è più profondo; il nostro malessere non è il prodotto di accidenti ma di fratture sostanziali che attengono alle nostre stesse radici. “Effimeri nati per vivere un giorno”.
L’ horror vacui, spaventa, annichilisce, deprime. Il “Nulla” toglie il respiro e la parola; l’unico urlo possibile è quello afono di Edvard Munch. “Solo chi soffre sa”, dice Eschilo nell’Agamennone e, Giobbe rincara, “Homo nascitur ad laborem”. Eppure…, di fronte a tale assoluta mancanza di senso, è possibile un’uscita d’emergenza: la musica e l’ultimo ballo sul Titanic. Avete capito bene. Più che la depressione, l’euforia della fine. Infatti, se proviamo a capire cosa il pensiero umano ha prodotto nei confronti di questa tragica situazione, capiamo che esso si è mosso tra spiegazioni utilitaristiche o tentativi di consolazione. Il discorso religioso, con la sua logica premiale in un al di là, si è mosso da sempre in questa direzione. La musica e il ballo sul Titanic, rappresentano, invece, la gratuità, l’inutilità del fare, grazie alla quale il pensiero riesce a pensare, finalmente, “pensieri nuovi”. Se è vero questo, lasciamo la depressione sul lettino dello psicanalista e usciamo all’aria aperta e giochiamo con la vita. Ben presto questa rinnovata libertà ci porterà fuori dalla prigione dei conformismi e ci trasformerà in artisti che lasceranno segni che coloreranno un mondo altrimenti tetro, grigio e noioso.

redazioneIconfronti

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