Dom. Set 15th, 2019

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Dopo Sole e Mattino, crisi anche ad Avvenire e Mondadori

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In via di eliminazione le testate affiliate a Focus e i mensili Jack e Geo: taglio di 60 posti su 120

Foto: umbriacronaca.it

Foto: umbriacronaca.it

L’attuale crisi economica del nostro Paese sta mettendo ko anche la carta stampata. Le notizie di crisi di giornali, esuberi, prepensionamenti, tagli e stipendi di solidarietà sono oramai una triste realtà anche nel mondo dell’informazione. Alla crisi sono interessati non solo stampa locale ma anche testate storiche e periodici di importanti case editrici.
Dopo le notizie dei giorni scorsi, che preannunciavano un imminente riorganizzazione al Sole24ore e l’accordo sindacale sullo stato di crisi a Il Mattino, si aggiungono anche la crisi delle testate che appartengono al gruppo Gruner Jahr Mondadori e del quotidiano Avvenire.
Per questo pomeriggio è stato proclamato lo sciopero dei giornalisti e dei grafici editoriali del gruppo Gruner Jahr/ Mondadori che edita, per intenderci anche il periodico Focus, mensile scientifico. I dipendenti scendono in piazza contro l’annuncio di 36 esuberi e la chiusura di 8 testate su 13 nell’ambito di un piano di crisi che sarebbe già stato presentato a Fieg e Fnsi. I redattori – riporta un lancio Ansa – hanno deciso di realizzare un flashmob per mettere in scena il funerale delle riviste del gruppo Focus, di cui è stata annunciata la chiusura. Il “funerale” dei giornali si svolgerà domani pomeriggio nei pressi della libreria Mondadori di piazza Duomo a Milano.
Le testate da eliminare sarebbero, oltre ad alcune affiliate a Focus, anche mensili come Jack e Geo.
Il piano di riorganizzazione si traduce nel taglio complessivo di 60 posti di lavoro su 120: 36 giornalisti e 24 grafici editoriali.
Gruner Jahr Mondadori, in una dichiarazione Ansa, si è affrettata a precisare che il processo di razionalizzazione non è un funerale ma é l’esatto contrario: «La società sta creando le condizioni per reinvestire a partire dal brand Focus. Il processo di razionalizzazione è una precondizione perché sia possibile lo sviluppo futuro».
Stato di crisi allo studio anche per Avvenire, quotidiano che fa capo alla Cei (Conferenza episcopale italiana). Secondo quanto riportato da Italia Oggi nei giorni scorsi, anche la casa editrice di Avvenire è alle prese con un piano di contenimento dei costi che potrebbe prevedere l’uscita di alcuni giornalisti da avviare al prepensionamento. Pare, però, non sia stato ancora fissato il numero di possibili esuberi.

(b. r.)

 

1 thought on “Dopo Sole e Mattino, crisi anche ad Avvenire e Mondadori

  1. Da quando, all’incirca nel 1995, è arrivato Caltagirone al Mattino si è perseguita una sola linea: tagliare gli organici di tipografi e giornalisti. I tipografi sono scomparsi, i giornalisti dacchè era 150 circa sono diventati meno della metà. E’ la crisi, si dice. Va bene. Ma com’è che in tempi di crisi il Messaggero, sempre gruppo Caltagirone, in perdita di copie del 10%, assume due nuovi vice direttori? Quando si tratta di tagli a pagare sono sempre i redattori, per le nomine delle figure dirigenziali, quelle che servono all’editore,magari per impostare la prossima campagna elettorale, i tagli sono inesistenti e di sprechi non si parla?

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