Dopo vent’anni, ancora De Luca

Dopo vent’anni, ancora De Luca
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

Renzi è una “bolla pubblicitaria”, può sgonfiarsi da un momento all’altro. Mi spiego meglio. Il segretario-presidente del consiglio è, nei sondaggi, elettoralmente forte ma, per esempio, sui territori non riesce a cambiare le vecchie logiche e ad essere influente. Il caso della Campania in questo caso, è stato emblematico. I suoi uomini sono stati immediatamente esclusi dalla selezione per le primarie e, successivamente, da Roma non si è riuscito a frenare l’imbarazzante “ciclone De Luca”. Ma l’elenco sarebbe lungo; anche su altre aree del paese la sua scarsa influenza è stata più che evidente in quest’anno di governo. Nel suo stesso partito c’è una fronda di irriducibili che, saltando il patto del Nazareno, possono rimettere, oggi, in discussione tutto il cantiere di riforme istituzionali che la sua straordinaria macchina propagandistica aveva già dato come fatte. In realtà, in un mercato elettorale fluido come quello italiano, dove la metà degli elettori non si reca più neppure alle urne nauseata dalla politica e dai suoi alfieri, l’altra metà è molto suggestionabile e sensibile alle proposte che nell’immediato possano dare una qualche risposta alle proprie preoccupazioni. Vedi Salvini, l’altro Matteo, dato nei sondaggi in forte ripresa, portando la Lega da uno striminzito 5 % ad oltre il 15%. Salvini, con una campagna urlata e col soccorso della destra più reazionaria e nazionalista (ma originariamente non erano federalisti? Altra anomalia dei politicanti del bel paese) punta a rassicurare i tanti impauriti di una prossimità con stranieri delinquenti e “ruba posti”. Insomma, chi lucidamente guarda al governo delle cose e approfondisce i temi, capisce che al di là della propaganda poco si è realmente fatto da parte del governo e poco potrà essere fatto da chi con tanta violenza verbale se ne contrappone. Gli annunci, spesso, restano tali. Le condizioni delle persone normali peggiorano, nonostante il cambio dell’euro vantaggioso, il calo del prezzo del petrolio e l’immissione massiccia di denaro da parte della Banca Centrale stiano dando qualche segnale di speranza alle sfinite economie europee. Ma è bene sapere che non è ancora oro tutto ciò che luce. Ci vorrà molto tempo per la ripresa e, soprattutto, ci vorranno nuove politiche economiche e seri programmi di riforme istituzionali per rimettere in corsa la vecchia Europa. L’Italia sta, come spesso capita, messa peggio a causa di una classe dirigente inadeguata ed incapace di rinnovarsi nel profondo. E vengo al caso Salerno. Dopo vent’anni noi salernitani ci affidiamo ancora a De Luca. L’uomo che ci ha fatto sognare con le luci e il bel canto, che ha immaginato per noi una città al passo con le maggiori realtà urbane europee, che l’ha resa pulita e lontana dalle infiltrazioni malavitose, con ottimi servizi sociali e culturali. Peccato, però, che nonostante le fanfare propagandistiche, la realtà purtroppo, è stata ed è ben altra. Alcuni di noi, (gufi, apocalittici e “nemici di Salerno”), di queste “magnifiche sorti progressive”, non ce ne siamo accorti. Ed è stato un vero peccato.

 

redazioneIconfronti

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