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Draghi: salveremo l’euro. E le borse volano (Milano +5,6)

Draghi: salveremo l’euro. E le borse volano (Milano +5,6)


(Reuters) – La zona euro è molto più forte di quanto la gente ritenga, ma la Bce è pronta a intervenire, facendo tutto quello che è necessario per salvare la moneta unica, nell’ambito del mandato affidato alla banca centrale.
Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi (foto), parlando nel corso della conferenza prima dell’apertura delle Olimpiadi. Draghi ha specificato in particolare che se i premi richiesti dal mercato sui costi di finanziamento dovessero danneggiare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria, allora la questione rientra nel mandato della Bce. “Nella misura in cui questi premi hanno a che fare con fattori inerenti alla mia controparte, allora rientrano nel nostro mandato” ha affermato Draghi. “Pensiamo che l’euro sia irreversibile” ha ribadito, sottolineando però che l’istituto centrale non vuole sopperire ad azioni che possono essere prese dai governi. Secondo il numero uno di Francoforte, “i progressi negli ultimi sei mesi sono stati straordinari e, in particolare, l’ultimo summit è stato vero successo perché i leader hanno detto che l’unica soluzione alla crisi è avere più Europa”. Esternazioni decise per il presidente della BCE, che lasciano intendere come l’Eurotower sia pronta a misure risolute per difendere il debito spagnolo e italiano da attacchi speculativi.
Da mesi la BCE ha sospeso il programma di acquisto di titoli di stato spagnoli e italiani avviato sotto la guida dell’ex presidente Jean-Claude Trichet. Gli economisti sono però convinti che questo programma possa riprendere: la Bce potrebbe seguire l’esempio della Federal Reserve e implementare il quantitative easing, alleggerendo la pressione sui bond italiani e i bonos spagnoli.
Piazza Affari archivia in netto rialzo una seduta caratterizzata dalle parole di Mario Draghi sul ruolo della Bce per frenare la corsa dei costi di finanziamento dei singoli paesi. L’intervento del presidente della Bce ha letteralmente infiammato le borse, soprattutto Milano e Madrid. Ne hanno beneficiato in particolar modo i finanziari, ma l’intero listino si è impennato.
Già prima che Draghi parlasse, i mercati scommettevano sulle prossime mosse di Francoforte, “dal taglio dei tassi a una riattivazione del programma di acquisto bond sul mercato secondario per frenare le tensioni sui mercati”, spiega Vincenzo Longo, market strategist di IG Markets Italy.
In chiusura, l’indice FTSE Mib ha guadagnato il 5,62%, a 13.210,04 punti, tornando sopra quota 13.000 punti, soglia sotto la quale si trovava dal 20 luglio scorso (giorno che vide un crollo del 4,37%). Si tratta della seconda migliore performance del 2012, dopo il balzo del 6,59% del 29 giugno scorso. Dal 10 maggio 2010, quando il maxi-piano per la Grecia venne salutato con un rally dell’11,3% circa, soltanto una volta l’azionario ha fatto meglio: il 29 giugno scorso, appunto, mentre il 27 ottobre 2011 la corsa si era fermata al 5,5%. L’AllShare è salito del 5,25% e il MidCap del 2%. Volumi in crescita, per un controvalore di circa 1,75 miliardi di euro.

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Ricercatore Università degli Studi di Salerno

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