Due anni a “Pussy Riot”, se l’arte per Putin diventa teppismo

Due anni a “Pussy Riot”, se l’arte per Putin diventa teppismo

[one_half]


[/one_half]

[one_half_last]
Le tre cantanti punk del gruppo “Pussy Riot”, simbolo del dissenso contro Vladimir Putin, avrebbero infranto la legge cantando una “preghiera” contro il presidente russo dentro la cattedrale di Mosca nell’inverno scorso.

La loro canzone è stata ritenuta “blasfema”.
Così si legge nella sentenza.

Il loro odio sarebbe stato potenziato dalla “affiliazione religiosa”.

Roberto Lombardi rilegge con la sua vis ironica questo tragico episodio di intolleranza politica e di censura che sta sfociando in migliaia di manifestazioni di protesta in Europa e non solo. [/one_half_last]

errelombardi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *