Durante, la cultura come campus

Durante, la cultura come campus
di Silvia Siniscalchi

La scomparsa di Francesco Durante, giornalista, autore e “kulturtrager”, capace di coniugare le più alte e raffinate espressioni intellettuali «con le espressioni vive del popolare», come ha scritto Titti Marrone su Il Mattino di ieri, lascia un vuoto tangibile nel mondo culturale tout court. E che Durante avesse una mente capace di ragionare a scale concettuali diverse e intercomunicanti lo sa bene chi ha avuto occasione di vederlo all’opera nella direzione artistica di “Salerno letteratura”, un festival volto a innervare le parole degli scrittori e poeti contemporanei nei luoghi più significativi del centro storico di Salerno. Ma l’iniziativa non avrebbe di certo funzionato se non avesse avuto il supporto logistico di uno staff coordinato da Ines Mainieri, direttore organizzativo, in cooperazione con l’Associazione “Duna di Sale” di Daria Limatola. L’ultima edizione del Festival, in particolare, dal titolo emblematico di “Italie”, ha cercato di aprire al pubblico e trasformare alcuni dei più importanti luoghi della città medievale in spazi di incontro e confronto fra le costitutive diversità del nostro paese e i più importanti autori della produzione letterario-poetica nazionale e internazionale.

Il Campus di Fisciano

Di questa rinnovata koinè culturale e dell’ideale abbinamento fra i luoghi storici della città di Ippocrate con altrettanti loci o topoi letterario-poetici della nostra epoca si sono fatti promotori diretti, nel corso del tempo, ricercatori e professori del Dipartimento di Studi Umanistici (Dipsum) dell’Università degli Studi di Salerno, in una costante opera di cooperazione con Durante, il Festival e l’Associazione. E di certo la collaborazione ha avuto anche lo scopo di contribuire a superare quella distanza geografica e culturale che, ancora adesso, segna un solco fra il Campus Universitario di Fisciano e la sua città di origine. Uno degli ultimi frutti di questa sinergia è consistita nell’offrire l’opportunità agli studenti dei corsi di laurea del Dipsum di svolgere il proprio tirocinio formativo nell’ambito delle attività di “Salerno Letteratura”, ma le iniziative nel corso del tempo sono state molteplici. Ripercorrendo i programmi delle sette edizioni della manifestazione, infatti, ricorrono a più riprese i nomi di molti docenti del Dipsum, a vario titolo impegnati, dal 2013 a oggi, nella conduzione di incontri e dibattiti con autori di poesia e letteratura italiana contemporanea, ravvivati da readings e concerti, anche nell’ambito di una Summer School di carattere internazionale, curata da Rosa Giulio e Alberto Granese, particolarmente apprezzata da Durante. È questo il caso delle conduzioni di Emma Grimaldi, Sebastiano Martelli, Alberto Granese, nonché di Epifanio Ajello, Antonia Lezza, Vincenzo Salerno e Rosa Giulio.

Uno dei momenti aggregativi di “Salerno Letteratura”

Vi si aggiungono i nomi di altri docenti coinvolti nella presentazione e traduzione di autori italiani e stranieri, presentati da Rosa Maria Grillo, Giorgio Sica, Nicoletta Gagliardi e Linda Barone, di scrittori di ispirazione classica, introdotti da Paola Volpe Cacciatore, Angelo Meriani e Giovanna Pace, o di matrice politica e storico-sociale, con il coordinamento e la moderazione di Maria Rosaria Pelizzari e Marcello Ravveduto. La quantità e qualità delle iniziative svoltesi nell’ambito della collaborazione del Dipsum con “Salerno Letteratura” non può quindi essere ripercorsa nel breve spazio di un articolo. In proposito, tuttavia, nel ricordare lo spessore e la caratura dell’opera di Durante, vengono in aiuto i ricordi di Sebastiano Martelli e Rosa Maria Grillo.

Sebastiano Martelli

Nel doppio ruolo di Ordinario di Letteratura Italiana e Direttore di Dipartimento, Martelli è stato infatti il promotore della collaborazione con il Festival, a partire dalla sua prima edizione. I suoi ricordi partono dal ruolo di Durante come «intellettuale che concentrava nella sua personalità competenze diverse e tutte di notevoli qualità: studioso, giornalista, scrittore, esperto editoriale, organizzatore di cultura», dice il professore. «Non è facile rintracciare nel panorama culturale italiano una persona capace di concentrare ad alto livello tutte queste competenze». Martelli si riferisce soprattutto alla straordinaria attività di Durante nel panorama degli studi letterari, emersa con i due ponderosi volumi di Italoamericana (Mondadori, 2001 e 2005), che lo hanno fatto assurgere al ruolo di maggiore studioso della cultura e della letteratura italoamericana a livello internazionale.
«Quando i due volumi apparvero successivamente in traduzione negli Stati Uniti» – ricorda – «furono definiti dalla critica americana “un eccezionale monumento”. Si tratta di un lavoro straordinario, frutto di anni di indagini in biblioteche e archivi nordamericani, condotto con una originale metodologia comparatistica, che ha recuperato centinaia di autori e opere destinati a restare nel cimitero senza memoria delle scritture non riconosciute dai frequentatori di una cultura e di una letteratura dei colti non interessati a scritture pregne di storia e di vita reale che si sono consumate tra le due sponde dell’oceano». Ma l’attività di Durante – prosegue il professore – non si è fermata qui: in questo stesso settore di studi ha continuato a distinguersi negli ultimi quindici anni «con traduzioni, saggi, proposte e curatele editoriali, testi teatrali, segnando indelebilmente questo campo di studi». E non si può fare a meno di menzionare «il suo ruolo nella riscoperta di uno scrittore come John Fante, di cui, tra l’altro, ha curato il Meridiano Mondadori. Tutto questo, fatto con passione e una sensibilità rara che sapeva trasmettere interesse ai lettori, che avvertivano l’autenticità del suo lavoro e dei suoi giudizi».

Rosa Maria Grillo

Al ricordo di Martelli si aggiungono le parole sentite di Rosa Maria Grillo, Ordinario di Lingua e Letterature ispanoamericane e attuale Direttrice del Dipsum, che con Durante ha avuto numerose occasioni di cooperazione scientifica. «Salerno Letteratura, più che un festival è un mondo in una settimana che negli ultimi 7 anni Francesco ha regalato alla nostra città», osserva con una metafora molto efficace. «All’inizio timidamente poi sempre con maggior forza il Dipartimento di Studi Umanistici ha collaborato a questo sogno divenuto realtà: Sebastiano Martelli per primo, poi io, con uno stuolo di carissimi colleghi del dipartimento oggi affranti quanto noi, abbiamo accompagnato Francesco e Ines – e più tardi Daria – in questa avventura, e dall’ultima edizione era ricominciata anche la collaborazione tra la Fondazione Gatto, il Centro Interdipartimentale Gatto del mio dipartimento e il Festival, nel ridare forza, visibilità, memoria e futuro al Premio intitolato al maggiore poeta della nostra città». La professoressa confida il suo smarrimento e la «terribile sensazione di impotenza e di rabbia di fronte alla notizia del malore e della morte di Francesco», ricordando la sua attività di studioso, già docente di Letterature Comparate per alcuni anni all’Università di Salerno e, insieme, di divulgatore di altissimo livello, capace di affascinare chiunque lo ascoltasse parlare. Nel ripercorrere alcuni aspetti della sua personale esperienza di ricerca e collaborazione con Durante, Grillo cita «la collana di letteratura d’emigrazione Transatlantica presso Avagliano, in cui le Americhe, anglo e ispanofone, ospitali e generose con gli emigranti italiani hanno condiviso una stessa raffinata avventura editoriale». Vi aggiunge poi il ricordo di un ulteriore aspetto delle attività di Durante, impegnato nella «presentazione nel 2006 a Salerno, al Quadriportico della Pia Casa di Riposo, del suo spettacolo Little Naples. Quando New York era la seconda città di Napoli, musiche e narrazioni sugli italiani a New York all’interno dell’ultima o penultima edizione di Lo Stellato, prestigioso Premio-evento che Sebastiano Martelli, Francesco Durante e Domenico Notari tentarono di far sopravvivere alla malattia invalidante di Luigi Giordano e alla scomparsa di Idolina Landolfi».

Pertanto, considerando lo spessore e la profondità delle sue conoscenze e della lunga esperienza sottesa al suo lavoro, in rappresentanza di tutto il Dipsum, il vero ringraziamento degli umanisti dell’Università di Salerno a Francesco Durante consiste nel tentare di mantenere in vita il patrimonio che ci ha lasciato, rinforzando i fili tra il nostro ateneo e la valorizzazione del milieu salernitano, cercando di trasformare la cultura in una vera e propria attività imprenditoriale.

Silvia Siniscalchi

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